Oggi è il 9 Novembre 2009.
Accept - Balls to the Wall, ovviamente
Roger Waters - Confortably Numb, Berlino 1990
Show me the sign of victory!
Questo blog genera un impatto sociale minore di zero!
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Take Five
8.11.09
Il titolo di questo post è fuorviante rispetto al contenuto ma indicativo delle mie intenzioni.
La verità è che in questi giorni sono svogliato. Per cui prendetevi questi cinque consigli e arrivederci alla prossima occasione.
Suono davvero monotono se dico che il progressive ha tutto in comune con la poesia, anche oggi, ma almeno posso citare dischi come questo a sostegno dell'affermazione. Nel 1901 la nave inglese Endurance parte alla traversata dell'Antartide e viene intrappolata e stritolata fra i ghiacci, fu l'impresa eroica del comandante Sir Henry Shackleton a riportare in salvo tutti e 27 gli uomini dell'equipaggio.
Con queste premesse il progetto Eureka del buon Frank Bossert (illustremente accompagnato) ci offre un racconto ricco di fascino ed eleganza su una base di tastiere dei Toto più fusion, tempi morbidi e coinvolgenti, ottime melodie. Un viaggio in 13 tappe, con larga abbondanza di momenti strumentali mai fini a se stessi e prove vocali centellinate ma sempre emozionanti. Sparatevelo tutto in una volta!
Voto: 8
Highlights: Grytviken Whaling Station, Will You Ever Return?, In Search Of Relief
Promettenti cuccioli del black metal sinfonico americano (questi copiano peggio dei cinesi...) che prendono le opere di Dimmu Borgir, Cradle of Filth, Emperor e quella roba lì, la studiano, la scompongono e la ricompongono BENE. Ma davvero bene. Tanto che ci garantiscono la nostra sana oretta di macello apocalittico con tanto di tastierine bontempi ed esalazioni pseudo-depressive.
Voto: 7,5
Highlights: Alcolytes, A Semblance of Life, Empyrean, The Departure

Rimanendo in tema di back metal americano, i vassalli texani del movimento sono tornati. Chiudete i bambini nel seminterrato, sprangate porte e finestre e inginocchiatevi a pregare.
Voto: 8
Highlights: ... e i pezzi chi li distingue??? UH!

Di nuovo America! Accattivante e ben riuscito questo trionfo di psych-southern-drone, due suite dispersive e dall'odore stordente ci ricordano quanto fosse bello l'heavy fatto dai Sabbath, dai Blue Cheer e dai Buffalo. Mentre Orcus' Avarice funge da capitolo introduttivo, un lungo respiro prima del volo, la title track è un manifesto di potenza, fantasia e trasporto.
Una bandiera di colori sovrapporti, mutevoli e sconosciuti da sventolare petto in fuori. (E il seguito è stato appena pubblicato!)
Voto: 9
Highlights: Neptune With Fire

Quel battito inarrestabile che vi insegue per tutta la durata del disco e che vi fa crescere una peluria foltissima sul plesso solare, vi crea sporgenze nella mascella e vi schiaccia la forma del cranio NON E' un effetto lisergico a buon mercato.
E' il suono di due batterie, due. E mentre una qualsiasi band di ragazzetti sfrutterebbe l'idea per farsi le seghe nella rincorsa di sincopi e tempi composti, i Kylesa decidono che ambedue le batterie debbano suonare la ritmica principale di ogni pezzo. Contemporaneamente. All'unisono.
E' una cosa che sposta indietro di parecchi millenni le lancette della percezione. Tipo che c'è puzza di zolfo e una voglia incontenibile di sfracellare i vicini di casa a colpi di clava.
A rendere il tutto più gustoso contribuiscono dei suoni di chitarra rotondi e sintetizzati che neanche la migliore computer production dei NIN e una voglia di vomitare follia comparabile solo a certi episodi dei Nachtmystium.
La storia delle pulsioni umane più feroci, dello sviluppo di un istinto sanguinario incontenibile che tiene in scacco un intero universo, orchestrata col dinamismo di un esplosione nucleare.
Anche questo, made in U.S.A.
(li paragonano continuamente ai Mastodon, chissà come mai...)
Voto: 8,5
Highlights: Scapegoat, Said and Done, Nature's Predators
La verità è che in questi giorni sono svogliato. Per cui prendetevi questi cinque consigli e arrivederci alla prossima occasione.
Suono davvero monotono se dico che il progressive ha tutto in comune con la poesia, anche oggi, ma almeno posso citare dischi come questo a sostegno dell'affermazione. Nel 1901 la nave inglese Endurance parte alla traversata dell'Antartide e viene intrappolata e stritolata fra i ghiacci, fu l'impresa eroica del comandante Sir Henry Shackleton a riportare in salvo tutti e 27 gli uomini dell'equipaggio.
Con queste premesse il progetto Eureka del buon Frank Bossert (illustremente accompagnato) ci offre un racconto ricco di fascino ed eleganza su una base di tastiere dei Toto più fusion, tempi morbidi e coinvolgenti, ottime melodie. Un viaggio in 13 tappe, con larga abbondanza di momenti strumentali mai fini a se stessi e prove vocali centellinate ma sempre emozionanti. Sparatevelo tutto in una volta!
Voto: 8
Highlights: Grytviken Whaling Station, Will You Ever Return?, In Search Of Relief
Promettenti cuccioli del black metal sinfonico americano (questi copiano peggio dei cinesi...) che prendono le opere di Dimmu Borgir, Cradle of Filth, Emperor e quella roba lì, la studiano, la scompongono e la ricompongono BENE. Ma davvero bene. Tanto che ci garantiscono la nostra sana oretta di macello apocalittico con tanto di tastierine bontempi ed esalazioni pseudo-depressive.
Voto: 7,5
Highlights: Alcolytes, A Semblance of Life, Empyrean, The Departure
ABSU - Absu

Rimanendo in tema di back metal americano, i vassalli texani del movimento sono tornati. Chiudete i bambini nel seminterrato, sprangate porte e finestre e inginocchiatevi a pregare.
Voto: 8
Highlights: ... e i pezzi chi li distingue??? UH!
ANCESTORS - Neptune with Fire

Di nuovo America! Accattivante e ben riuscito questo trionfo di psych-southern-drone, due suite dispersive e dall'odore stordente ci ricordano quanto fosse bello l'heavy fatto dai Sabbath, dai Blue Cheer e dai Buffalo. Mentre Orcus' Avarice funge da capitolo introduttivo, un lungo respiro prima del volo, la title track è un manifesto di potenza, fantasia e trasporto.
Una bandiera di colori sovrapporti, mutevoli e sconosciuti da sventolare petto in fuori. (E il seguito è stato appena pubblicato!)
Voto: 9
Highlights: Neptune With Fire
KYLESA - Static Tensions

Quel battito inarrestabile che vi insegue per tutta la durata del disco e che vi fa crescere una peluria foltissima sul plesso solare, vi crea sporgenze nella mascella e vi schiaccia la forma del cranio NON E' un effetto lisergico a buon mercato.
E' il suono di due batterie, due. E mentre una qualsiasi band di ragazzetti sfrutterebbe l'idea per farsi le seghe nella rincorsa di sincopi e tempi composti, i Kylesa decidono che ambedue le batterie debbano suonare la ritmica principale di ogni pezzo. Contemporaneamente. All'unisono.
E' una cosa che sposta indietro di parecchi millenni le lancette della percezione. Tipo che c'è puzza di zolfo e una voglia incontenibile di sfracellare i vicini di casa a colpi di clava.
A rendere il tutto più gustoso contribuiscono dei suoni di chitarra rotondi e sintetizzati che neanche la migliore computer production dei NIN e una voglia di vomitare follia comparabile solo a certi episodi dei Nachtmystium.
La storia delle pulsioni umane più feroci, dello sviluppo di un istinto sanguinario incontenibile che tiene in scacco un intero universo, orchestrata col dinamismo di un esplosione nucleare.
Anche questo, made in U.S.A.
(li paragonano continuamente ai Mastodon, chissà come mai...)
Voto: 8,5
Highlights: Scapegoat, Said and Done, Nature's Predators
Capita soprattutto ai "peggiori"...
6.11.09
Il Führer bannato da Xbox Live...secondo voi come ha accolto la triste notizia!?
Male, molto male...come tutti del resto.
Male, molto male...come tutti del resto.
The Passenger Album Limited Edition 2009

... è l'imposizione di un milestone qualitativo dell'arte grafica.
Compie nel fumetto quella ridistribuzione dei valori estetici e di linguaggio che venne compiuta nella musica rock da Sgt. Pepper e da Dark Side of the Moon, nella letteratura fantascientifica dalle Cronache del Dopobomba, nel cinema da Il Mostro di Dusseldorf, nella pittura dall'Urlo di Munch e così via.
Non c'è nient'altro da aggiungere, qualsiasi discorso sulla bellezza e sulla "fighezza" del prodotto è assolutamente irrilevante. Il fatto nudo e crudo che la sua realizzazione abbia coinvolto tutto quanto il futuro dell'arte grafica (in quanto a capitale umano) utilizzando formati e materiali differenti per ogni illustrazione è una pura formalità.
Urge solo lanciare l'avvertimento che dall'anno domini 2009 lo standard qualitativo del graphic book in senso lato sarà preso seriamente a calci nelle palle.
Qui per ordinare. Qui e qui per dare un'occhiata a tutto il progetto editoriale.
Qui l'intero album in formato pdf, ma scordatevi che sia come averlo fra le mani.
Sono felice perchè sapevo che prima o poi sarebbe accaduto: finalmente un candidato in corsa per essere il prodotto del secolo.
Nel senso di oggetto in grado di RAPPRESENTARE il secolo.
Up the passenger!
"Scherzi" della natura....
5.11.09
Non me lo so spiegare. Giuro.
Eppure dovete credermi. Dovete crederci. Dovete credere ai vostri occhi...perchè le foto che seguono rappresentano DAVVERO le figlie dei loro (disgustosi) padri:
Calico Cooper (figlia di Alice Cooper)
Non dimentichiamoci ovviamente di Liv Tyler e della figlia di Gene Simmons che, malgrado l'età, sembra promettere davvero bene. Dimentichiamoci ovviamente della figlia di Ozzy che, purtroppo, è stata vittima delle "prodezze" tossiche del padre.
Ora molti di voi mi daranno del superficiale. Commenterete il post scrivendo che è naturale generare una prole del genere quando si è circondati da bellissime donne. Eppure la genetica non dovrebbe commettere errori.
Viene quasi da pensare che se siete delle rockstar di successo non importa quanto siete brutti, godete comunque di tutti i requisiti "anti-natura" per generare delle fig..liuole molto promettenti.
Rock'n'Roll.
Ora molti di voi mi daranno del superficiale. Commenterete il post scrivendo che è naturale generare una prole del genere quando si è circondati da bellissime donne. Eppure la genetica non dovrebbe commettere errori.
Viene quasi da pensare che se siete delle rockstar di successo non importa quanto siete brutti, godete comunque di tutti i requisiti "anti-natura" per generare delle fig..liuole molto promettenti.
Rock'n'Roll.
Zeuhl hündin!

Ci sono band che possiedono una capacità artistica inavvicinabile dagli altri acts di genere.
Che pur non essendo annoverabili tra i "maggiori" perchè rintanati nella loro nicchia, invisibili agli sguardi miopi dell'ascoltatore medio(cre), o perchè fisiologicamente incapaci di arrivare al compromettente successo commerciale, danno continue istruzioni all'umanità su COS'E' LA MUSICA, COME SI SCRIVE e COME SI SUONA.
I Magma sono in cima a questa lista da trent'anni. E pensare che dopo il ritorno sulle scene con il (terzo) capolavoro assoluto Köhntarkösz Anteria (2004) riescono solo ora a compiere un altro passo verso la santità, portando a compimento la seconda saga musicale della loro carriera.
Cala il sipario su una gestazione cominciata nel lontano 1975, all'apoteosi del loro splendore artistico.
"It is the testimony of an unwaveringly timeless inspiration, of which the expectant present asserts itself beyond history"
"As much a seraphic liturgy as it is a telluric opera"
"This is a music reaching out from a time before man time"
"As much a seraphic liturgy as it is a telluric opera"
"This is a music reaching out from a time before man time"
Ëmëhntëtt-Ré

Kobaia Is de Hundin
Kreuhn Kohrmahn Iss de Hundin
Zeuhl hündin!
Kreuhn Kohrmahn Iss de Hundin
Zeuhl hündin!
Italians do it better....
4.11.09
Ispirazione.
Cos'è? Viene da chiederselo.
E' un manto vellutato che si posa sulla mente e sul cuore delle persone spingendole ad operare al meglio delle loro possibilità? E' un soffio divino che si spande su una tela colorandola, animandola? E' un messaggio in codice al mondo che ci insegna a guardare, senza mai voltarsi, nei meandri più profondi dei nostri desideri...e tendere quella fottutissima mano per raccoglierli?
L'ispirazione è questo e molto altro ancora. Un'arma divina, caduta dal cielo, data in dono esclusivo a chi sa ascoltare e realizzare.
Tra la moltitudine di fumetti raccimolati a Lucca (10 kg...il peso della cultura?) mi è capitato "per caso" (o per destino?) di agguantarne uno "esordiente" sicuramente degno di nota.
L'ERA DEI TITANI, un titolo mastodontico che troneggia su un'opera "snella" e diretta. Un titolo che non concede mezze vie...solo pura e immediata azione. Perché la coppia Barone Dall'Oglio (Dall'Oglio-Barone, Barone-Dall'Oglio...non ti stanchi mai di ripeterla, a.k.a. sincronicità perfetta! v.Carl Jung ) sfonda "rockeggiando" i limiti preposti da qualche coglione purista tra fumetto occidentale e orientale.
Certo, i rimandi e le citazioni degne dei migliori "contenuti speciali" (Sterling ha molte assonanze con Serling...aka il re della fantascienza! Un caso?) sono incluse nel prezzo. Certo, qualsiasi appassionato "Otaku" potrebbe dar sfoggio della sua cultura paragonando, orgogliosamente, l'elemento "mecha" all'ormai famosa saga Neon Genesis Evangelion e perché no...la matita del grande Dall'Oglio a quella del divino Ōtomo (che in una misteriosa vacanza sarda potrebbe aver deposto le basi per una nuova stirpe! ;D). Io, come al solito, scelgo di andare contro corrente e di gridare all'originalità pura, nuda, cruda e semplice.
Perché questa (me lo auguro di cuore) non è che la punta dell'iceberg per la creatività di Barone che, da ottimo venditore (e sagoma assoluta :D), ci ha ammaliato con un incipit furente per poi lasciarci in bilico sul più bello.
Perché la vera vicenda, quella che vi farà dimenticare qualsiasi paragone e/o riferimento, è ancora chiusa a chiave nella cassaforte mentale di quel genio diabolico.
Obbiettivamente il volume ha un solo, grande, difetto (che poi è un pregio)...quello di non esaudire nell'immediato tutte le pretese del lettore che in soli venti minuti si ritrova catapultato in un mondo freddo (e il tempo gioca a favore), ostile e tetro...almeno quanto quello che orbita sui nostri incubi peggiori.
Una cosa è certa...Barone-Dall'Oglio mi avete contagiato.
"Contagiato, la parola che da bambini ci insegnano a non dire."
P.I.D. returns...
3.11.09
Nothing else matters...

...e poi, diciamocelo, non è che importi molto ( la mia impressione su questa edizione di LuccaComics & Games).
A dire il vero non avrei altro da aggiungere rispetto a quanto detto dal mio collega, amico, compagno di Blog e di sventura nelle scelte culinarie.
Quella di quest'anno è stata un'edizione che ha pienamente confermato l'imponente ruolo, nel contesto fumettistico e non solo, di una città già di per sé oltremodo affascinante quanto funzionale.
Non era una prova del nove, no...più semplicemente era una conferma.
Una conferma che nessuno necessitava di avere. Una conferma silente che ammiccava negli occhi di tutti (specie nell'ormai consolidatissima "famiglia di elfi" che già nella precedente edizione riuscì a strapparmi un sorriso e una moltitudine di considerazioni filosofiche sul senso di "complicità familiare"). La conferma di una conferma (perdonate il gioco di parole) che è ben nota a tutti gli amanti del genere e che va sempre più consolidandosi nel cuore di chi è ancora restio, vuoi per un motivo vuoi per l'altro, a muovere i primi passi verso la scala che punta dritto alla città delle nuvole.
Entare e uscire (come il vento?) è stato fin troppo facile. Un solo giorno ha saziato e smaltito quasi tutti i desideri accumulati nel corso di un anno vissuto fantasticando.
Eravamo (siamo!) veterani affermati che si destreggiano abilmente tra la folla per puntare verso obbiettivi certi. Non che si sia trascurato "l'obsoleto", giammai (per chi non fosse pratico a Lucca difficilmente si scorge qualcosa di "inutile")...solo, come molti, avevamo le idee chiare su quel che ci premeva fare.
Cercavamo l'esclusiva, la novità, e l'abbiamo scorta nella perfetta apologia sulla nona arte proposta dalla Passenger Press e dai suoi araldi (Evil-"baffi e basette"-Monkey e Christian-"I Hate"-G. Marra, ragazzi grazie di esistere ;D). Cercavamo personaggi leggendari su cui sfogare le nostre insaziabili venerazioni "nerd" e li abbiamo trovati, vuoi per caso ( il fato ci ha gentilmente concesso l'onore di rivedere il grande Alessio Fortunato e di incontrare l'oltremodo simpatico Adriano Barone e il giapponesissimo Massimo Dall'Oglio...per chiudere in bellezza con il venerabile Rosenzweig che ha fatto capire alla mia donna quanto sia "colpevole l'amore" quando di mezzo ci sono un paio di tette disegnate magistralmente) vuoi per volontà ( Ausonia ).
Ovviamente il dilettevole ci ha fatto perdere di vista l'utile...tanto che siamo riusciti a bidonare (involutamente!) l'appuntamento con Dylan e Recchioni .
Greg poi, senza mezzi termini, è riuscito a dimostrarmi, abilmente e passivamente, la sua personalissima interpretazione alla teoria della relatività di Einstein obbligandomi, in seguito alla sue fuge continue nelle viscere del padiglione editori, a scorgere immobile con le rispettive donne il flusso continuo di gente che solcava le vie della città.
E' stata un'edizione prolifera, sincera ed entusiasmante. Peccato per alcune cosplayer e per il cibo toscano che è riuscito non solo a gambizzarci ma anche a deperirci in un vortice depressivo.
"Ma infondo chissenefrega".
Alla prossima.
P.S.
Il premio dei migliori cosplayer va a "loro"....
...semplicemente un branco di IDOLI.
La Peste
2.11.09

E fu così che tornai da Lucca contento ma affamato e, soprattutto, appestato...
E' stato un bel weekend che ha sofferto di mancanze quali:
- una, dico una, cena decente (Ristorante Da Carlos: dovete morire tutti)
- la possibilità di scambiare quattro chiacchere con personaggi leggendari tipo Recchioni, Carnevale, Dell'Edera, Gianfelice (ho bucato lo scheduling ok ma poi dove cazzo si saranno nascosti!?!?!?)
- la voce di Cristina D'Avena che mi eccita i timpani in diretta
- la board expansion di A Touch of Evil...
- un VERO nuovo fumetto firmato Rosenzweig...
Ed in mancanza di tutto ciò me ne tornai a casina con la peste.
Per tutto il resto auspico un corposo riassunto ad opera di MrRed...
P.S. l'oretta in compagnia della scimmia diabolica e Santucci e il fortuito filosofare con l'ottimo Fortunato valgono TUTTI questi bubboni ascellari, accidenti!
PP.SS. la cover è Folk Fuck Follie dei Peste Noire, consigliatissimo.
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