Questo blog genera un impatto sociale minore di zero!

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"TSK, stì giovini"....

24.3.11
Signori e Signore, ecco che fine hanno fatto i 150 anni di storia italiana...





Stuprati, tritati ed infine buttati nel cesso con relativa risata di scherno.

P.S.
Però c'è il motore grafico di Unreal eh!
Wuiva l'italia!!!

[R.] 127 ore...

7.3.11

Ipotesi di complotto: E' dal 2006 che l'ormai rinomato "martire" Bear Grylls tenta di persuaderci (passivamente!) di quanto sia pratico e conveniente lo scenario casalingo se contrapposto agli svariati disagi che può comportare un'immersione, improvvisata e condotta alla C.D.C. (cazzo di cane, ndr.), nel selvaggio mondo della natura.
Per noi, voyeuristi inconsolabili bellamente crogiuolati dal candito tepore degli agi costantemente sostenuti da una società "evoluta" come la nostra, Man Vs Wild non è solo un monito da cui NON è consigliabile sconfinare...no.
E' soprattutto una volgare dimostrazione di potere, i classici baffi disegnati col pennello indelebile sul ritratto della natura, la carta e le bottiglie di plastica abbandonate sul ciglio della strada. Per farla breve...è una sfida. LA sfida. Quella che se lanciata in un giorno "no" della natura "son cazzi", per intenderci.Ma allora dov'è il complotto? Cosa si cela dietro ad una pellicola stilisticamente (e musicalmente, stando a quello che afferma l'omino d'oro) interessante come 127 ore?
Mò ve lo spiego eh. Facciamo un balzo in avanti nel tempo. E' il 2010 e ormai Man Vs Wild è un programma affermato non solo sulle reti di
Murdoch ma anche su quelle di Silvio. Danny Boyle (che, se non lo si fosse inteso, è il regista della pellicola in questione.) è un grandissimo fan delle "trasmissioni di successo", lo prova il suo estremo fanatismo nei confronti di "Chi vuol essere millionario".
Ora proviamo ad accantonare, anche solo per un attimo, la curiosità famelica che ruota attorno ad una "vicenda estrema" vissuta in prima persona da un signor nessuno (se paragonato a Grylls) come Aron Ralston. Un'esperienza interessante di cui il sottoscritto, fatta eccezione per qualche remoto e impreciso imput fornito dallo stesso Grylls durante le sue avventure, non ha mai sentito parlare. Aggiungiamo anche che i fatti trattati in 127 ore appartengono al 2003 (vale a dire vecchi di otto anni) e che fino ad oggi nessuno, a parte Ralston stesso, s'è prodigato di far conoscere al mondo l'esperienza di un uomo in bilico tra la vita, la morte e...un masso .
Che cosa si evince? Nulla. A parte l'assoluto vittimismo e dipendenza di Boyle dalla tv, ovviamente.
Ecco dunque svelato il mistero: Boyle dimostra ancora una volta non solo di essere un profondo conoscitore delle mode e delle tendenze che troneggiano nell'etere mediatica ma anche di saperle far fruttare al meglio riproponendocele al posto giusto nel momento giusto. E proprio in virtù di questa sua tendenza qualche domanda, se permettete, è d'uopo farsela.

Malgrado tutto, però, 127 ore risulta essere un film stilisticamente ben costruito, capace di racchiudere al suo interno delle trovate visive originali e di grande impatto. Sicuramente ispirato dall'unica pubblicazione di Ralston ("
Between a Rock and a Hard Place", Atria Books), il film è in grado di riproporre con delle immagini suggestive ed estranianti le percezioni che l'aventuriero ebbe quando si trovò prossimo alla disidratazione, al congelamento e dulcis in fundo...alla morte.
Di certo non mancheranno di stupirvi e al contempo sconvolgervi i delicati dettagli macabri relativi all'amputazione volontaria del braccio su cui, a mio avviso, ruota e si sorregge tutta la struttura del film.
Con questo non voglio dire che il film è stato girato esclusivamente per farvi "godere" della pratica macabra, ma necessaria, di Ralston. Ma a tratti sarà fin troppo chiaro quanto le 127 ore di sana agonia e disperazione siano nulla in confronto ad un unico gesto estremo (che poi, per intenderci, è quello a cui gli spettatori inconsciamente ambiscono).
Non ci sono note rilevanti da riportare per quel che concerne la recitazione. James Franco emerge più per la sua "vaga" (ma funzionale) somiglianza fisica con Ralston che per le sue capacità interpretative. Non che il ruolo richiedesse uno sforzo da Oscar èh! Il personaggio è intepretato bene ma non ci sono degli exploit recitativi degni di nota, tutto qui.
Sempre restando in tema di recitazione, delude un po' la presenza inutile (di fatto) della bellissima Kate Mara , il cui ruolo si riduce ad una semplice "comparsa quasi inutile".
Per il resto vorrei spendere ancora qualche parola sulla componente voyeuristica del film.La telecamera che Ralston è solito portarsi dietro nelle sue avventure, oltre ad essere un elemento caratterizzante del personaggio, è lo strumento primo di comunicazione che il protagonista ha nei confronti del mondo. Come per l'acqua e le scorte di cibo, Ralston tenta di centellinare fino all'ultimo la batteria dell'unico strumento apparentemente inutile e ostentativo che compone il suo magro inventario per favorire una sorta di "
Blair Witch Project dell'agonia", decisamente più efficace del suo antagonista appena citato.
Dulcis in fundo, mi sento in dovere di concedere una o più note di merito sia al montaggio che alla colonna sonora. E sia chiaro! Quest'ultima non mi ha condizionato unicamente per il suo "valore di mercato" (del resto vale solo un Oscar), ma per l'originalità con cui propone (ma soprattutto ripropone!) alcuni pezzi d'elite ormai, credo, dimenticati dai più.

Ah...quasi dimenticavo. Non mancano di stupire anche alcuni "strafalcioni" (voluti o non, mah!?) come quello della foto scattata da una quarta persona sospetta che, in realtà, NON dovrebbe esistere. Segue la prova del "reato":



Strafalcioni a parte, mi sento (in dovere?) di dare a 127 ore un bel 7 1/2.
E più ci penso, più mi convinco che forse questo film meriterebbe un bell'8.


P.S.
Sempre se si esclude la storia di Bear Grylls eh.


NEIN NEIN NEIN NEIN NEIN NEIN NEIN (...)

5.3.11

"Blade Runner, atto secondo

In arrivo il sequel: la Alcon vicina ad acquisire i diritti
peer girare la seconda puntata del film

cult del 1982."


Segue la mia personalissima (e per molti sicuramente irrilevante) reazione di fronte al potenziale "stupro storico" che la misteriosa e irriverente Alcon potrebbe effettuare ai danni di una delle pietre miliari del cinema fantascientifico:


NO!

Se bastasse solo il trailer...

17.2.11

...allora Dead Island sarebbe il survival horror/zombie per antonomasia.
Au contraire, titoli come DC Universe Online (che verrà trattato prossimamente in un post senza esclusione di colpi) ci insegnano che il trailer, il più delle volte, non è che un mero e subdolo espediente volto a soggiogare i nostri ormoni in funzione dei $.
Posta questa considerazione è cosa buona e giusta storcere il naso di fronte ad un titolo che, stando ai primi screen, si mostra già per quel che è.
Un classico FPS ammazza/ammazza, spara/spara, sventra/sventra. E anche se il backgroud "quasi originale" e la mole di zombi famelici che lo coronano risultano essere molto allettanti, io scelgo comunque di restare diffidente.
Ah, per la cronaca, prima che mi diate dello stupido fatevi due passi vicino al cratere di m***a in cui è sprofondato miseramente Crysis, poi ne riparliamo eh.


Intando godetevi questo ennesimo trailer da Oscar....



LEGGE BAVAGLIO

10.2.11

... com'è che doveva funzionare???


"..."



"..."








Ah, ecco.

La provocazione del Martedì sera....

11.1.11

In breve, alla serie The Walking Dead serve un cast di supermodelle per risorgere dal pattume mediatico in cui è miseramente sprofondato.

In Russia no one can hear you scream...


IL FATTO

Nei pressi di una trincea in Russia è stato rinvenuto il cadavere di una creatura molto simile al Facehugger di
Alien.


Ora le cose sono 3:

1) E' una bufala di qualche simpatico Russo che altrettanto "simpaticamente" (per citare Moratti) ha pensato bene di farci cagare tutti addosso rievocando uno dei mostri più terrificanti della storia del cinema fantascientifico.

2) La Russia, si sa, è famosa per i suoi abitanti geneticamente devastati. In buona parte il merito va al disastro di Cernobyl e alle cagate chimiche che ancora infestano il territorio ucraino. A conti fatti, per quel poco che sappiamo dei modus operandi di madre natura, questi potrebbero essere i resti di uno "scoiattolo" che se l'è vista brutta nei pressi della vecchia centrale nucleare.

3) E' vero ed è morto. Il sollievo per i comuni mortali potrebbe essere momentaneo dato che non si può escludere a priori la presenza di altri "mostrini" simpatici simili a quello in questione.
Ergo, siamo tutti fottuti.






[Il Cultista Enigmista] Le Somiglianze



Lagrange




Assange





Solange





Nonostante le reciproche somiglianze, soltanto 2 fra questi individui sono in realtà la stessa persona. Sapreste determinare quali?

Scontri a Roma. Le foto del ragazzo con la pala. E' giallo.

15.12.10



SFIGATISFIGATISFIGATISFIGATISFIGATI


(da sinistra a destra: il giovane manifestante, Gianna Michaels e la pala)



ma veramente a noi sembra abbastanza negro...


E' comunque chiaro che si tratti di un mercenario assoldato dai complottisti del potere esecutivo al fine di creare disordini gratuiti e sviare l'attenzione del popolo mostrando il popparuolo a Gianna Michaels.



AGGIORNAMENTO

le ultime notizie ci affermano che è, sì, negro, ma figlio di un brigatista...
jackpot!

"Everybody must die!" A farewell to Ingrid Pitt

26.11.10
























Ingrid Pitt (Ingoushka Petrov), 21 November 1937 – 23 November 2010


Rappresenterai per sempre la cosa più bella ed incantevole che sia mai apparsa in un film dell'orrore.

A noi mortali non rimane che continuare ad ammirarti, per sempre.




Filmografia orrorifica essenziale:

- The House that Dripped Blood (1970), gustoso film ad episodi della Amicus

- The Vampire Lovers (1970), capolavoro della Hammer, tratto dal racconto Carmilla di LeFanu, che ha di fatto proiettato la Pitt nell'empireo delle horror queen e rappresenta la massima espressione del sublime e della sensualità nel cinema vampirico

- Countess Dracula (1970), interessante horror gotico, sempre della Hammer, dove Ingrid si cala con la sua infinita grazia nel ruolo della contessa Bathory

- The Wicker Man (1973), il film non necessita presentazioni, purtroppo la Pitt viene relegata ad un ruolo minore (ma questo non le impedisce di comparire nuda, eh...)



Per tutti quanti, affinchè possiate ammirare il fascino e la sensualità spiazzante di questa icona dell'horror che fu, ho postato il capolavoro del compianto regista Roy Ward Barker, anch'egli scomparso in tempi recentissimi.




The Vampire Lovers












































































Requiescat in Pacem


Come ci si sente a vivere nel terrore?

16.11.10

Chiedetelo a lui, o meglio...chiedetelo alla scorta che deve parargli il culo 24h su 24.
Ieri sera a Vieni Via con Me, trasmissione Rai tristemente nota per le sue teorie fantapolitiche estremamente fuorvianti/diffamanti, Roberto Saviano ha proseguito la sua "aratura denigratoria" snocciolando, passo per passo, i sotterfugi filomafiosi che da anni usufruiscono della politica per eliminare i propri avversari.
Quel che sorprende, però, non è tanto la "giocata in casa" proposta da Saviano sui temi che l'hanno condannato ad una vita sotto scorta (e qui una bella analogia tra lo scrittore e i Boss della Mafia, che pur di conservare il loro potere si autoinfliggono una vita da reclusi, ci sta!) ma il cambio di rotta che l'ha condotto a discorrere della camorra e dell''ndrangheta a mò di vespaio che si è insinuato al nord e, più precisamente, delle implicazioni che queste due organizzazioni malavitose hanno con i partiti politici locali.
E a questo punto vien da chiedersi..."chi sarà mai finito sotto il grilletto dello spietato Saviano?". Ma la Lega, naturalmente.
Ora dimentichiamo per un attimo di essere prossimi alle urne. Dimentichiamo pure le tristi questioni che hanno prodotto una crepa nel governo. Dimentichiamo pure le origini di Saviano e i sentimenti politici che governano la RAI. Quel che resta è l'ennesima trasmissione inutile che sputa gratuitamente (e scorrettamente) veleno sui propri avversari eludendo a priori il diritto di replica di quest'ultimi.
L'unico pensiero che mi frulla in testa è un bel "che schifo" seguito da una profonda smorfia di disgusto.


E' vero, caro Saviano. L'italia è marcia perchè il nord è marcio. Lo si vede dalla qualità di ospiti che ha coronato la tua trasmissione...un politico corrotto che favorisce la famiglia della moglie e l'ultimo sopravvissuto di un ramo politico prossimo all'estinzione.
Complimenti, davvero.

[R.] Kinect...il controller è LUI!

15.11.10
L'uscita del Kinect è servita ad esorcizzare buona parte delle "paure" che misi in saccoccia dopo la visione del primo spot presentativo che fece uscire Microsoft più o meno sedici mesi fa.
Allora il Kinect era già un oggetto concreto, il design del prototipo era in perfetta sincronia con l'ultima revisione estetica della 360, mentre il nome provvisorio dell'hardware (Project Natal
n.d.r.) era l'unica, vera, sbavatura che rischiava di contaminare un sogno inquietantemente perfetto.
Eh già, perfetto. Un termine che allora pareva essere più che idoneo a classificare il mastodontico prodotto che Microsft aveva (ingiustificatamente?) messo in cantiere per noi. Un ibrido in grado di abbattere il muro che da sempre divide il mondo dei videogiocatori da quello del videogioco. Un muro che, fino a ieri, concedeva un Joystick analogico come unico spiraglio tra i due mondi. Un muro che grazie alla rivoluzionaria opera della Nintendo aveva già iniziato a cedere.
Sedici mesi fa lo spot apparso su You Tube intitolato "XBOX 360 - Project Natal" prometteva grandi cose:
-Una completa e tolale immersione nel gioco svincolata da qualsiasi controller e/o supporto alternativo dalle fattezze rettangolari (un UP per Sony).
-L'upload virtuale di oggetti di uso comune da utilizzare nei giochi dedicati.
-Il "ricalco virtuale" di qualsiasi azione prodotta dall'utente umano sull'avatar Xbox e non solo.
-Comandi manuali alla Minority Report.
-Comandi vocali.
-Videochat.
-Altre, sugose, opzioni non meglio specificate.

Amaro in fundus, la sintesi odierna di tante promesse avveniristiche è un prodotto che viaggia al 20 % delle proprie capacità.

Chiaro, al lancio non ci saremmo di certo aspettati un "Pai Mei" virtuale pronto a sfidarci in un duello di Kung Fu, ne uno Skynet per amico (l'ormai famoso MILO, nonchè l'oggetto delle "paure" menzionate nell'incipit della recensione), ne una perfetta scansione del nostro Skate in grado di eliminare le nostre dita sui lati della tavola, no. Non siamo mai arrivati a pretendere tanto, però qualcosa di più sofisticato di un avatar che fluttua sul terreno a mo' di fantasma...quello si.
Come ho già scritto, attualmente il Kinect è ancora in marcia sulla strada della sperimentazione e dell'adulazione. Basta buttare una rapida occhiata ai titoli in commercio per capire che il punto di partenza di questa tipologia di hardware è sempre una e una soltato...vale a dire lo SPORT. Definitela pure una "standardizzata/pluricollaudata dimostrazione di potere" se volete, quel che conta è che più in la dell'albero di mele edenistico piantato dalla Nintendo non si va.
Infatti, sulla punta del già menzionato albero troviamo le solite cose; il pugilato, il bowling e il tennis da tavolo. Di bonus abbiamo l'atletica leggera, il beach volley e il calcio (quest'ultimo molto interessante perchè mette in campo un arto che il controller ci aveva fatto dimenticare di avere...la gamba!). In Kinect Sport il tanto agognato "passo avanti di Microsoft" si avverte a malapena. Non tutte le azioni dinamiche vengono intercettate dall'occhio sempre vigile del Kinect e il difetto, a lungo andare, potrebbe rivelarsi frustrante. Nella boxe, ad esempio, i ganci spesso e volentieri si confonderanno ai jab e viceversa.

Ma la vera sorpresa (che, a conti fatti, non sorprende più di tanto) è il gioco in allegato al pacchetto Kinect...Kinect Adventures! Un titolo carino e fisicamente abbastanza impegnativo che come obbiettivo ha solo quello di segnare i confini dello spazio di gioco a vostra disposizione e, ovviamente, farvi sudare come dei maiali.
E restando in tema di "spazio di gioco" qualcosa di pesante da dire c'è. Ne serve tanto, troppo! La richiesta del Kinect è quasi discriminante e chi non può fruire di almeno un metro e mezzo abbondante di area utile dal televisore deve considerarsi tagliato fuori a priori. Spazio a parte anche la luce gioca un ruolo fondamentale. L'area di gioco dovrà essere ben illuminata, soprattutto se si vuole fruire dell'opzione "auto login dell'avatar" quando si "saluta" il Kinect.

Quindi, a conti fatti, vale davvero la pena spendere 150€ per questa web-cam dei miracoli?
Ni. Se da una parte il potenziale di miglioramento del Kinect è molto vasto e promettente dall'altra ci si scontra inevitabilmente con una "pretesa" molto forte. L'idea di dover abbandonare, in un futuro ipotetico, uno strumento così familiare come il controller non fa altro che alimentare i dubbi e le perplessità della "vecchia arma" dei videogiocatori che, posti di fronte ad un prodotto comunque estremamente affascinante, si trovano vincolati ad un'altro controller...più brutto.
Perchè sostanzialmente il Kinect non è altro che un controller alternativo. Lo slogan "il controller sei tu", oltre ad essere troppo frettoloso, non è che un modo fuorviante per farvi intendere erroneamente che tutto, d'ora in poi, è lecito. Purtroppo le limitazioni sono ancora tante, troppe. Se si vuole davvero scorgere una breccia evolutiva in questo affascinante prodotto bisognerà allestire un mare di aggiornamenti e un transatlantico carico di buone idee e chissà, magari un giorno...

MIO CANE!!!

8.11.10
(per la riproduzione sonora dell' imprecazione d'overture [v.titolo] si raccomanda una pronuncia veloce e urlata!)

E' slittato tragicamente al 2 Aprile 2011.

Vale a dire:
-Ancora cinque mesi di estenuante attesa prima di poter fottere i poteri a Flash.
-Quarantacinque €uri di pre-acquisto congelati nello sciacquone del cesso.
-Monotonia videoludica incombente.
-Uccisione della Lanterna Verde, con gesto di scherno in allegato, rimandata a tempi migliori.

Morale: Odio profondamente Steam e la SOE...ma almeno posso ancora godere della mia vita sociale/sentimentale ancora per un po'.

[R.] INCEPTION...



Recensire questo film, per me, è un po' come pagare una penitenza.
Perchè l'ho citato in lungo e in largo senza sapere di cosa stavo parlando. Perchè per un attimo (sicuramente in preda ad un disturbo sociopatico) ho OSATO dubitare del lavoro di Nolan. Perchè i sette anni dedicati al perfezionamento della sceneggiatura mi sono sempre sembrati una gran trovata pubblicitaria più che un vero e proprio atto di fede. Perchè l'odore della locandina sapeva troppo di Matrix Re-Reloaded. E dulcis in fundo...perchè Inception, a conti fatti, è DAVVERO un capolavoro senza intoppi.

Detto questo...la somma di qualsivoglia ulteriore "perchè" non potrebbe che portare ad una sola considerazione:

"recensire questo film è inutile."


Eh già. E' inutile per me, perchè rischierei seriamente di contaminare la bellezza e la magnificenza strutturale di questa pellicola, e per voi...perchè rischiereste di perdere per strada il gusto di scoprire qualcosa di VERAMENTE NUOVO. Scritto questo però, permettetemi di aggiungere una piccola nota.
Accantoniamo per un attimo il paradosso Dickiano e qualsiasi confronto fattibile con la produzione fantascientifica Hollywoodiana già archiviata, quel che resta è una visione complessa di uno degli aspetti più affascinanti dell'essere umano.
Il sogno, l'arte di esprimersi in tutta liberta all'interno di un mondo esente da qualsivoglia limite/regola. Un ambito così affascinante che sarebbe potuto risultare "riduttivo" o "comune" se quel genio di Nolan non avesse deciso di moltiplicarlo per tre (o per 4?) rendendolo ancor più intrigante di quanto la natura non l'abbia concepito.
Ed è proprio questo il pregio e il merito di Inception. Quello di aver abbattuto il muro del sogno per dare l'opportunità al "mondo avido" di scoprire un'ulteriore realtà oltre il varco dell'illusione.
L'illusione dell'illusione, il trionfo del mesmerismo, la caduta della morte e la svalutazione della carne. Follie filosofiche che possono essere narrate attraverso suoni, immagini e colori solo da una grande mente.
CONCLUSIONI: Nolan è un genio, ita est. E pure DiCaprio (tié).

VOTO 9 1/2, vale a dire ormai prossimi alla perfezione.


NINJA!


Visto per tre volte di fila...e continua a puzzare di "bufala".
Cattivo odore a parte, non possiamo non applaudire la performance di questo impavido motociclista Ninja.
Vedere per credere...


Meglio Ghèi che Nanni Moretti

5.11.10
Esci dal mio culo!



Penso che in questi giorni di celebrazione per il ciuìnema itagliuàno, dare un parere sia d'uopo.

San Remo

4.11.10



D'accordissimo su Bella Ciao e Giovinezza sullo stesso palco, nella stessa sera, cantate in contemporanea dallo stesso coro, con le voci all'unisono.

Ma allora anche il Padre Nostro affiancato da un Inno a Satana. Per par condicio, ovvio.










Captain FAIL...

3.11.10


Tutina da moto a parte...caro Chris Evans, sai dove te lo devi mettere quello scudo, vero?
Come!? non lo sai? Beh, mò te lo diciamo noi! In puro stile cultista...

NEL CULO, DI TRAVERSO, PASSANDO DALL'ORECCHIO DESTRO!!!

P.S. meglio cambiare né!

PARCE QUE LE TEMPS DÉTRUIT TOUT....

2.11.10
("Love Is In Control" - di Marco Andreoletti e Christian G. Marra,
souls of Passenger Press)

Naturalmente vi sono molti modi per raccontare una storia. Il "problema", però, è che nessuno dei metodi investiti nell'orgia copulatoria mentale che precede il parto delle tanto agognate idee può essere bollato con l'etichetta di "non idoneo".
E allora che si fa? Si scrive, si disegna, ci si diverte, ci si incazza. Ci si serve da soli al bar delle "evocazioni" dove la nostra esperienza si fonde con le nostre passioni in un solo, grande, cocktail che come unica indicazione ha quella di dover essere "bevuto tutto d'un colpo"...possibilmente armati di tanta avidità e noncuranza.
Nel mentre lo scenario va letteralmente in frantumi. Bossoli ancora fumanti tintinnano sul terreno al pari di corpose gocce metalliche. La quiete corona una tempesta già consumata, il tempo è violentato da profonde digressioni che rallentano l'azione a favore dei dialoghi.
Il tempo, alla fine, distrugge tutto.
E sapete cosa? Love Is In Control è questo...e molto altro ancora. E' il Will & Grace del nuovo millennio, il "manga" che non vi è dato leggere al contrario, il sunto dell'action-pulp ormai in decadenza. E' Jazz-Metal suonato dalle onomatopee e cantato dai balloons. E' una prova (gratuita!) di un'elegante e meditata dimostrazione di potere.

Certo, la gratuità con la quale c'è stato servito questo gradevole cocktail potrebbe risultare, in un primo momento, spiazzante. Soprattutto quando si scopre che il "Passeggero Frankensteiniano" (bicefalo altamente creativo dotato di quattro coglioni fumanti!) è in realtà animato da una profonda sinergia arcana che lo rende in grado di realizzare l'impossibile.
Perchè è dell'impossibile che si sta parlando.
Un ragazzo alle prese con la sua prima sceneggiatura, impreparato, sfrontato (nel senso buono del termine, ovviamente!) e dotato di un bagaglio cultural-cinematografico elitario non idifferente è riuscito a gestire la ritmica, ma soprattutto il canto, di un'opera difficile da realizzare. Un'opera elitaria come i suoi gusti cinematografici e profonda come i rimandi che ha seminato lungo il percorso che corona la sua prima esperienza.
E che dire poi del suo complice grafico? Sorprendentemente arguto e geniale. Si destreggia in volteggi dinamici e sentiti come l'ultimo erede della famiglia Grayson. Ci lascia a bocca aperta con il suo modernismo visionario. Ci prende piacevolmente a schiaffi con la sua personalissima interpretazione del caos strutturale.
Insomma, lasciate che lo dica: "the Passenger strikes again"...e con i controcazzi pergiunta!

Per ora non posso fare altro che battere le mani. E continuerò a farlo...almeno finchè il magico duo non partorirà il secondo episodio (già annunciato!) di questa piacevole e affascinante avventura.

P.S. Pollice in su. Ammazzate quei fottuti leoni!









[CultoZero] - Ho un disco di Giorgio Gaber e non ho paura di usarlo...

27.10.10


Salve a tutti dal vostro Mighèle Capadocazzo,

ecco, tanto vale che ormai ve lo dica visto lo avete capito anche voi, cari i miei escrementi in formaldeide, questo vilipendio di cadavere che sono i nostri cervelli DEVE FINIRE!

Anzi no, è chiaro che se state leggendo questa pagina non potete capire un cazzo... quindi vi spiego tutto per due punti due:


1)


2)
Ci voglio chiudere porchiddìo, è terribile, sono stato attentato!!!

Sentite qua.
Sabato scorso, nel mezzo delle mie videocollezioni personali di Mature Shitting Porn -protette da un complicato sistema di sicurezza al quale credevo di poter accedere io soltanto attraverso la scansione chirurgica delle mie cellule perianali- ho trovato, con mio grande orrore, questi due pericolosissimi oggetti disposti sul pavimento, a formare l'agghiacciante sagoma di due oggetti disposti casualmente su un pavimento.

Ve li mostro, eccoli.






Un'orchidea

e...






un bicchiere!




Ebbene sì, il regime sta finalmente allungando i suoi pericolosi tentacoli verso i nostri genitali. Il nemico ci guarda, ci ascolta e ci titilla le emorroidi. Vuole costringere noi tutti del popolo Vaiolo ad abbandonare il campo di battaglia.

Dobbiamo reagire uniti, mie cari leccapalle, affinchè le masse possano continuare ad udire le nostre voci forti ed imperiture!
A questo proposito ho scovato una canzone di Giorgio Gaber che ci sta proprio a pennellino, eh, ora ve la faccio sentire così poi mi dite se vi piace e magari la cantiamo tutti assieme a fine serata che la gente (di merda) è sempre contenta quando sente gli stronzi cantare le canzoni famose, altrimenti che ci stanno a fare tutti quei programmi tivvù dove mettono i casi umani davanti al microfono...







E allora, cari feticisti del filo spinato, cosa ne pensate?