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RECENSIONE - Dante's Inferno...

9.2.10
" Nel bel mezzo di una nevicata prepotente mi ritrovai sull'Xbox la Divina Commedia...e la diretta via era smarrita!"



Se n'è parlato tanto, giustamente troppo per un gioco che vanta un richiamo esplicito ad una delle opere poetiche più imponenti della storia della letteratura.

E' dunque d'obbligo fare un po' d'ordine sulla bacheca dei rimandi per prevenirvi da un grosso fraintendimento: Dante's Inferno di "divino" ha ben poco. Caratteristica che potrebbe lasciare il tempo che trova se proposta agli "smanettoni folli" amanti dell'action game ingorante. Ma qui siamo in Italia, patria della cultura classica e della letteratura di qualità (quella che non si trova al supermercato, per intenderci!) e a NOI, araldi di cotanto vanto, questo gioco NON DEVE PIACERE.
Non è una critica bacchettona indirizzata a chi non riesce a decontestualizzare un'opera del calibro della Divina Commedia da uno scenario prettamente scolastico, no. E' una critica sadica al team Visceral Games (un nome, un programma) che, con il suo gioco, ha letteralmente avuto il coraggio di pisciare sulla memoria del sommo Dante Alighieri.

Perchè Dante's Inferno, oltre ad essere un action game piuttosto mediocre sia nella forma che nella struttura ( per riassumerlo in due parole; tedioso e frustrante), è la rivisitazione scialba ed impertinente di un percorso mistico che intraprese Dante per tutt'altre ragioni che esulano dagli argomenti banali scelti da Visceral.
Prima di tutto immaginare Dante in un contesto bellico, quello delle crociate, richiede uno sforzo non indifferente. Se poi lo dotate della "falce della Morte" e di un velo rosso a forma di croce , raffigurante i peccati che Dante deve espiare, cucito nella carne vuol dire che vi siete guadagnati un biglietto di sola andata per il manicomio.
Ma non è tutto! Beatrice, ovviamente, viene presentata come la "baldracca del demonio" e l'unico rimando pseudo intellettuale sono le sporadiche citazioni di Virgilio che ricalcano, alla lettera, il poema. Proseguendo nel gioco troviamo altre "perle di qualità", come la rivisitazione del buon vecchio Caronte "dimonio dagli occhi di bragia" visto come un testone gigante sulla prua del traghetto infernale (a cui fanno recitare i versi della porta degli inferi.....?) e di Cleopatra, boss del "V canto dell'inferno" nonché "mignottone gigante" che sguinzaglia dai capezzoli, a forma di bocca, pueri non battezzati.

In sostanza..."l'insalatone avariato" serve solo a stravolgere un'idea non originale che, per tragica ironia, avrebbe potuto funzionare in altre vesti.
Non dico di lasciar stare il tema stra-abusato dell'inferno e l'idea su cui si articola la vicenda del gioco...chiedo solo che il patrimonio della cultura mondiale venga rispettato.


Per questo e per altri motivi non mi sento di dare a Dante's Inferno un voto che superi il 6.
Se non potete fare a meno di violentare il vostro controller prendetelo pure...in qualsiasi altro caso, andate in libreria e con meno della metà dei soldi spesi compratevi un po' di sana cultura.


" ..e quindi uscii a riveder le stelle"


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