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Splice, la RECENSIONE...

25.8.10

Se questo film fosse stato concepito tra il 1998-00 sarebbe stato un fottuto capolavoro, invece...

...nel 1997 un giovane e talentuoso regista di nome Vincenzo Natali (un "mangiaspaghetti" in terra straniera) diede vita ad un capolavoro fanta/metafisico meglio noto ai posteri come The Cube. Una prodigiosa e mastodontica rivisitazione del cubo rubichiano che, grazie al suo successo, riuscì a conferire al suo creatore fama, fortuna e gloria.
Pregi destinati a durare nel tempo, per convertirsi poi, automaticamente, nel miglior biglietto da visita che un regista "novello" potesse desiderare di avere.

Ed ecco che, ai giorni d'oggi, lo ritroviamo li. In pole position, in grassetto, evidenziato...in poche parole distinto da qualsiasi altro carattere che non introduca il Pitc o la data d'uscita nelle sale. Un monito ben visibile, diretto a tutti i potenziali spettatori che nutrono (o potrebbero nutrire) qualche dubbio sui natali di un film sui generis come Splice. Una trappola ben architettata che ha saputo far leva sulla famelicità del sottoscritto.

Quindi Splice è riuscito a fregarmi? Non del tutto.
Come ho scritto nell'incipit della recensione, ci si trova di fronte ad un titolo che avrebbe fatto furore negli ultimi anni del 900. Anni in cui il mondo ha assistito, con gioia e speranza, ad eventi come la clonazione dell'ormai famosa pecora Dolly e la riesumazione genetica degli antichi dinosauri per mano di Crichton. In poche parole, anni in cui la scienza sferrò possenti "uppercut" sul mento divino del nostro creatore.
E sulla scia di un probaile K.O. tecnico il cinema, la letteratura e il fumetto ci mangiarono parecchio. Si abbuffarono così tanto da declassare quei traguardi lungimiranti scientifici a semplice storia accademica.

Ecco spiegato in parte il grande difetto di Splice. E' roba già vista, già digerita...già assimilata.
La sua indiscutibile originalità viaggia su rotte vetuste stra-abusate. Se dovessimo sezionarlo, al suo interno non vi troveremmo che piccole porzioni di Frankenstein mescolate al già citato "Specie Mortale". La classica storia che vede uno scienzato (o più) sul ring, in un match VS il Creatore. La revisione sempreverde del gioco fatale di Adamo ed Eva...solo che al posto dei precursori dell'umanità troviamo due Nerd (che ultimamente vanno tanto di moda!) in camice bianco. E dall'altra parte...?

Un ibrido molto affascinante, interpretato dalla bellissima Delphine Chanéac, che riesce a riequilibrare le sorti del match contro il divino solo negli ultimi quindici minuti di film.
E per un incontro lungo centoquattro minuti vuol dire tanto, troppo.
Natali si sofferma pesantemente sugli aspetti para-umani dell'ibrido, lasciando decantare troppo il ritmo del film.
Vi sono poi alcuni dettagli (a mio avviso fondamentali) del "privato" dei personaggi che vengono a malapena menzionati. Qualche pinza inserita qua e là non è sufficiente a preparare adeguatamente lo spettatore medio al clou della vicenda. Strano, ma non sorprendente (per chi ,ovviamente, conosce il lavoro di Natali).

In definitiva...

-Il premio Oscar Adrien Brody è al minimo delle sue capacità. Rimandato a tempi migliori.
-Sarah Polley, già vista nello schifoso e impertinente remake de "l'alba dei morti viventi" (2004), non riesce a caratterizzare bene un personaggio molto complesso e chiaramente fondamentale per la vicenda. Bocciata.
-Delphine Chanéac è semplicemente stupenda. La sua intepretazione di qualcosa che NON dovrebbe esistere (e che mai esisterà...forse) è magistrale. Promossa a pieni voti.
-Vincenzo Natali...beh...è freddo e assente. Non mi sorprenderei se dovessi scoprire che ha diretto Splice dall'interno di quel cubo che è stato in grado di promuoverlo a vita migliore (leggasi, poteva fare mooolto di più!).
-Splice: un otto/nove se avesse avuto natali nel 1998...ma qui, nel 2010, purtroppo non può che meritarsi un sei.

Peccato.


4 commenti:

Doner ha detto...

scusa ma secondo questa logica del "bello ma fuori tempo massimo" anche house of the devil era da sminuire, e invece...

possibile che sia tutta qui la questione o forse è proprio il film ad essere bellino ma debole?

Mr RED ha detto...

Scusa Gré ma...hai letto la recensione?

L'essere fuori tempo massimo è il minimo...il massimo è:

-Non aver creato nulla di nuovo.
-La presenza di attori svogliati.
-Una sceneggiatura piena di buchi.
-Un film che con il 2010 non ha nulla a che spartire...

...devo continuare?

P.S. House of the Devil è un omaggio sincero ad un tipo di cinema ormai morto. Il ritmo è sapientemente dosato in ogni momento.
Per citare qualcuno di mia conoscenza: "attento a non confondere la merda con il cioccolato!".

Attila ha detto...

Tra le cose "uguali" a quelle nel periodo c'è anche Mimic, che anche se parlava di insetti, era sempre sul tema "scienziato fa una cazzata che sembra umana, ma non lo è e finisce nel sangue".

Cordialità

Attila

Mr RED ha detto...

Ricordo Mimic..e guarda un po'è del 1997...:D