La copertina qui sopra rappresenta l'ultima fatica del metal god. Cioè una raccolta di canzoni natalizie.
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Mi spiego meglio. Rob Halford non ha mai avuto una vera e propria carriera solista. Dopo lo split coi Judas Priest e dopo il fallimento commerciale dei progetti Fight e Two, nel 2000 esce con il discreto Resurrection, in un periodo di massiccio revivalismo per la vecchia scuola, e si fa una cinquantina di concerti con turnisti di livello eccelso; due anni dopo accade la stessa cosa con Crucible, che però non può competere col precedente nonostante la produzione sia ancora firmata Roy Z (cioè l'uomo che riportò l'ugola di Dickinson agli onori della storia). Niente di eccezionale insomma, il suo mestiere è cantare, il suo nome vende benino e tutto è andato liscio come doveva. Ma è un liscio preoccupante, piatto, deludente.
Poi c'è stata la reunion coi Priest, due dischi su cui non commento, polemiche, pareri negativi sul suo stato di salute generico e vocale ma, insomma, il meccanismo "gira" ed il rispetto dei fans e dei colleghi non viene meno, anzi.
Eppure continua a mancare il pugno di Odino. La conferma definitiva, il gesto di consacrazione, la didascalia nel cielo "I AM THE METAL GOD!". Un'affermazione potente, che cancelli la miriade di paroline e parolacce spese su di lui, sul suo declino canoro, sulla sua fragilità, sull'omosessualità dichiarata. Perchè una divinità caduta non la venera nessuno. Piuttosto la vogliamo morta ma non in declino. Nella musica funziona così.
Bruce Dickinson, Ozzy, Dio e (pochissimi) altri del loro calibro questa conferma l'hanno già espressa. Manca solo il Rob. La bandiera a scacchi del nuovo millennio porta il suo nome. E lui che fa?
[suspance]
Esce con Winter Songs. Un disco di canzoni natalizie, tradizionali ed inedite. Ed in giro per il web le recensioni sono addirittura positive. Originalissimo. Conrocorrente. Uao!
E' tipo la centesima volta che accade soltanto negli ultimi 10 anni. Pescando nella mischia ricordo che mi ha fatto scuotere la testa l'impresa analoga dei Twisted Sister, mi ha incuriosito (e fatto godere non poco) quella dei Jethro Tull ma poi... francamente non vedo tanta possibilità per prodotti di questo genere. Specie da parte di chi E' TENUTO a lavorare con una certa qualità.
Quindi...
quindi stavolta va bene così!
E' che in realtà io sono un freak natalizio dei peggiori. Qualsiasi cosa riguardi il natale mi catapulta immediatamente negli anni '80, quando un pupazzetto di He-man era più grosso della mia faccia e l'atto di scartarlo era la cosa più vicina all'orgasmo che potessi conoscere. Negli ultimi anni, da quando ho preso in mano la "gestione del folklore natalizio" della casa, mi sono drogato pesantemente di Trans Siberian Orchestra, Barclay James Harvest acustici, Yes, Blackmore's Night, i sopracitati Tull e altri mentre facevo l'albero di Natale o sistemavo i pupazzetti e le coccarde... ci credo un casino, non ci sono scuse, Sono un sentimentale sfigatissimo.
Se per voi il Natale "non è metal", sappiate che la penso molto diversamente!
Per cui, Rob, sei un mattacchione e la tua pietra miliare puoi tenertela ancora per qualche anno. Per stavolta va bene così. Mi fido. So che cosa succede ai tuoi dischi quando ci metti il cuore. E qui sicuramente c'è. Vorrà dire che tra due settimane, mentre appendo la stella luminosa, nello stereo passerà il tuo Winter Songs.
Un abbraccio. E salutami Roy, digli che ormai sono pronto a seguirlo ovunque vada.
"Vuoi stare sveglio per vedere Babbo Natale? Non te lo consiglio, magari si arrabbia e diventa un'orco."
Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Interprete Maschile al Fantafestival di Roma nel 1990.
E' molto probabile che Un Minuto a Mezzanotte (Francia, 1989) sia il perfetto thriller natalizio.
Un babbo natale ovviamente pazzo e sanguinario decide di fare visita a Thomas, bambino prodigio della tecnologia multimediale che gioca a fare la guerra in un reggia multimilionaria controllando trappole, passaggi segreti e telecamere a circuito chiuso; come potete intuire il piccolo Thomas non veste i panni della solita vittima sprovveduta che possiamo trovare in Black Christmas o in Silent Night. Proprio no. Questo fanciullo gira per la casa conciato a metà tra John Rambo e il maggiore Dutch Schaefer con tanto di coltello di plastica, fionda, fucile ad aria compressa, freccette, granate fatte coi petardi ed un telecomando tuttofare. Sono cazzi amarissimi.
Un film tanto bello quanto intelligente e al contempo tanto ingenuo quanto splendidamente efficace. La prima metà della pellicola, dove si fugge dal pazzoide per i meandri della casa, sfrutta tutto il meglio del linguaggio cinematografico accumulato da Murnau in avanti. Il ritmo e le idee scenografiche tolgono il fiato e ci preparano alla discesa in picchiata della seconda metà, dove la reazione sofferta, tesa e drammatica del piccolo Thomas corre lungo una serie di trovate che divertono, stupiscono e ci fanno saltare sulla poltrona.
Non credo esista niente di accostabile ad una pellicola come questa, è come fondere assieme i Goonies, i momenti buoni di Mamma ho Perso l'Aereo e Halloween ma tenendo presente che si tratta di un film francese. Il piccolo protagonista Alain Lalanne è semplicemente un fenomeno, quando la macchina da presa non ha altro da mostrare deve solo concentrarsi su di lui mentre si guarda intorno, sgrana gli occhi, piagnucola, riflette e si autocarica con una personalità incredibile. Anche babbo natale spacca notevolmente il culo ed è il centro di tanti highlight della pellicola come quando si colora barba e capelli di bianco con un ghigno preoccupante, o quando disintegra una telecamera a colpi di Les Paul (perla assoluta).
Il merito di un qualsiasi film Cult è soprattutto quello di avere momenti unici ed indimenticabili, Un Minuto a Mezzanotte ne è pieno fino a scoppiare. Una figata. La punta di diamante del b-cinema anni '80.
"Come fai a sapere che Babbo Natale esiste? Il suo scheletro non è mai stato ritrovato..."
Ma la vera delizia è la clip esclusiva di Ign.com, vietata ai minori.
La katana lanciata contro il cranio dell'avversario ed il frammento conclusivo della lavatrice hanno la capacità di elevare il nostro spirito verso un'apoteosi di piacere già conosciuta e consolidata ma che di rado siamo portati a raggiungere.
Per fare un paragone, è un pò quello che ci accade di fronte alla Head in Toilet Anal Scene dell'indimenticabile Rocco Siffredi, seppure quest'ultima non utilizzi tutta quella dannata CGI... troppa CGI... che anche in questo caso rischia di esserci più grafica che film. Ed è un rischio molto concreto. Infatti un odore di marcio ha intaccato le diverse recensioni sul web e si evince con facilità che un'altra potenziale buona pellicola è stata irrimediabilmente rovinata. Cazzo.
Il sito ufficiale di Ninja Assassin qui, qualche news supplementare qui e la stroncatura di RT qui.
Il miglior giallo "made in Italy" del momento, come non parlarne? C'è tutto, ma proprio tutto, tanto che un qualsiasi giallista d'italia potrebbe ricavarne il best seller del secolo. Due morti "sospette", di cui la prima ricordo essere quella del pusher-"pappone" Gianguarino Cafasso, legate da un evidentissima fune collaborativa e non solo. Due cellulari svaniti "magicamente" nel nulla più oscuro. Un portatile scioccamente "affogato" nell'acqua e dulcis in fundo una lista di nomi "importanti" che ondeggia minacciosa nell'etere transessuale. Di contorno, ovviamente, uno share che implora pietà dagli abusi mediatici incentrati sulla vicenda. Da "Porta a Porta" a "Matrix". Da "Mattino Cinque", con ospite Eva Robbins, a "Il fatto del giorno" con Vladimir Luxuria. Insomma, un team di "esperti" di tutto rispetto (viva il sarcasmo!) pronto a svelare anche il più piccolo retroscena che si ciela dietro la morte del Trans Brenda e del suo pappone. Perchè Brenda non era un Trans qualsiasi, no! Era il trans di Marrazzo. Era il trans che ha fatto tremare i pilastri del buoncostume e della moralità italiana. Lei (o lui?) e il suo fido cellulare nascondevano più segreti del Pentagono e dell'Area 51 messi in sieme. Potevano forse sopravvivere nell'omertà più rigida e nell'anonimato? No. Allora che succede? Il trans viene messo in croce, si aprono spiragli verso le più ardite cospirazioni. La comunità dei viados trema e la massa accorre in difesa di queste povere "vittime". Eh già, perchè è di vittime che si stà parlando. Padri di famiglia che abbandonano le favelas più criminose con due palle di silicone impiantate nel petto per fuggire laddove la transessualità attira il potente e i soldi. Uomini che una volta raggiunto il loro scopo tornano da dove sono venuti per recuperare la loro vita con un pò più di ottimismo e qualche "dindo" in più in tasca. Un pò come fecero i "nostri" ad inizio secolo, solo che a suo tempo il silicone era lontano e i calli sulle mani valevano più delle dimensioni dei gioielli di famiglia. Ma tutto questo poco importa...perchè è morto un trans, un uomo. Ed altri come lui temono il (o i) "Jack the ripper" del momento, il vendicatore di quella moralità che è andata persa per sempre con un cellulare che forse è già stato dato alle fiamme. E' una storia vecchia, tanto da ricondurci al "bruto" manzoniano. Qualcuno "la fa" e qualcun'altro ci mette la "toppa", ovviamente il come è a discrezione dell'utenza.
Riporto alcune perle dal sito ufficiale di Varg Vikernes, cioè Burzum. Il musicista norvegese responsabile del famoso assassinio di Øystein Aarseth, chitarrista e fondatore della band Mayhem, tra le capostipiti del movimento black metal. Insomma se state leggendo questo blog sapete benissimo di cosa si sta parlando.
Prendete carta e penna:
"As You might already know, my dear ladies and gentlemen, and other individuals too, I am no friend of the modern so-called Black Metal culture. It is a tasteless, low-brow parody of Norwegian so-called Black Metal anno 1991-1992, and if it was up to me it would meet its dishonourable end as soon as possible. However, rather than abandon my own music, only because others have soiled its name by claiming to have something in common with it, I will stick to it.The "black metallers" will probably continue to "get loaded", "get high", and in all other manners too behave like the stereotypical Negro; they will probably continue to get foreign tribal tattoos, dress, walk, talk, look and act like homosexuals, and so forth. Some of the "black metallers", their fans and accomplices will probably even continue to pretend - and actually believe - they have something in common with Burzum, but let me assure You; they don't! I play what can be described as some sort of metal music, all right, and they do too, but the similarities ends there. Freud wrote books. Tolkien wrote books. The similarities ends there."
"Out of pure spite we pretty much always said the opposite of what the other said, no matter what they said, only to mark distance. That's how we ended up calling ourselves Satanists, despite the fact that we absolutely were not. There was not a single Satanist in the whole Black Metal scene in Norway in 1991 - 92. We called ourselves Satanists because in general, Death Metal musicians often were so very socially responsible and highly negative to Satanism. I emphasized to the Court that I was not, that I had never been and I never would be a Satanist, but this was of course not a detail reporters wanted to disclose to the Norwegian people. They wanted me to be a Satanist, and thus they presented me as a Satanist. The milieu was quite simply Satanic because of the media's focus on Satanism."
"I can not regret that I took the life of one who would kill me. I was threatened by his plans, but it was never my plan to kill.
All people can kill. But there is less chance that I will kill again, because I've been in that situation before, and so I know better how to tackle it. It is not possible to know how to behave in threatening situations before you even end up in such a situation yourself. Had I been in the same situation today, I would have contacted the police first. People make simple choices at a young age. There was a certain tone in the environment I was in. It is not good to be careless, it's dangerous. "
"I've never been a Nazi, and I'm not one now. It is crazy to say that I have started racist propaganda groups. If you are opposed by the prison, you can become frustrated, aggressive and impressionable of other communities. What I did was a rebellion against those who I feel have treated me badly. It was just stupid, but there and then it felt right. You can be quite alone if you're isolated all the time, and so many people are against you. But I have my positions clear. I see that it's going to hell with this country - and I try not to be pulled down by it. This is not Norway. We are about to be replaced by strangers, both culturally, religiously and genetically speaking. Take a look at our population today, and compare it with that we had 50 years ago."
"Int: Are you racist? Yes. But I hate no one. Hate is irrational. I am a rational person. "
Mi sta troppo simpatico. Giuro. Sono ad un passo dalla stima verso questo personaggio.
Oggi che i vari Lavey, Manson e Crowley non scaricano più le loro influenze per metà demenziali e per metà innegabilmente illuminate sulla realtà conosciuta, sapere che Varg è libero di aprire il proprio ego a noi comuni stronzetti mi mette addosso un grande estusiasmo. Una carica fortissima. Una vera e propria agitazione che, pensa un pò, prima che uscisse di galera sono sicuro di non aver mai provato...
Dovere di cronaca. Il fatto che io abbia consigliato la lettura di ben tre fumetti ("dai, è un fumetto, non parlarne come se fosse una cosa... chessò, un libro!") ad altrettanti colleghi più anziani di me ha destato un certo scalpore. Inoltre, come potete constatare dallo scorso post, il Pinocchio di Ausonia (fumetto che io adoro) era stato "rifiutato" dalle mie cavie e lasciato sulla scrivania.
Ebbene qualcosa s'è mosso. Solo contento di annunciare che un dipendente più giovane (trent'enne, bolognese, casinaro e simpaticissimo) se l'è accaparrato e gustato tutto in una sera fornendo responsi molto positivi nonostante "sia un pò macabro, non proprio il mio genere...".
Questo fatto un pò di amarezza me l'ha portata via.
Nel frattempo non resta che attendere la fine dell'esperimento con la lettura di Batman e Jonah Martini promessa per questo week end.
Ed il bilancio del caso Marrazzo raggiunge le due vittime di quota. Leggete qui.
Stiamo entrando di prepotenza in un classico giallo all'italiana, dove l'effetto domino di assassinii logicamente correlati traccia direzioni tanto affascinanti quanto misteriose per il prode ispettore o, meglio ancora, per il giornalista di turno; si sguazza senza meta precisa in un miscuglio di giochi di potere, denaro, sesso, perversioni ed orrendi segreti custoditi sotto alla pila dei cadaveri.
Perchè Brenda è stata uccisa? Chi sarà la prossima vittima? Ed il prossimo nome coinvolto? Chi è sospettabile e chi no? Come incastrare gli intoccabili? Come scagionare gli innocenti? Ma come fanno a piacervi i trans porca miseria!?!?!?
Nel frattempo, voci non convalidate suggeriscono il coinvolgimento di alcuni membri del centro destra.
Un ottimo approfondimento sull'Italian Giallo: parte 1 e parte 2.
P.S. la cosa importante per ora è guarsi le spalle... ci siamo capiti... per ulteriori divagazioni seguite pure il tag Politica
Ad un tratto, rileggendo accuratamente il post sulla Meyer, capisco che qualcosa è andato storto. Sento di dovervi delle scuse. Sento di dover giustizia ad un argomento che, per rabbia, è sfociato nella "retorica banale", offuscando il motivo primo che mi ha ispirato a sfoderare la spada in difesa dell'universo vampiristico. Fortunatamente non è mai troppo tardi per rimediare.
Analizzando il fenomeno dell'abusivismo del cliché vampirico è d'uopo porsi preventivamente una serie di domande lecite, tipo:
"Perchè sono diventati così tanto banali"?
"Dov'è sfociata la vena nobile, raffinata, sanguinaria e sadica che li ha caratterizzati da due secoli a questa parte?".
"Perchè il vampiro ha perso tutto tranne la capacità di cuccare?".
Rispondere a raffica sarebbe un suicidio, ma anche un omicidio. Pertanto è cosa buona e giusta partire dalle origini analizzando la figura massima, il "paziente zero" per antonomasia, creata da Stoker. Quando si parla di Vampiri in termini romantici si tende a vestirli con gli abiti migliori, Stoker in questo fu maestro oltre che pioniere. In "Dracula" l'elemento romantico che troneggia sulla vicenda valorizza e caratterizza il personaggio a tal punto che "l'illecito diventa lecito". Sentimenti come rabbia, vendetta e invidia vengono automaticamente giustificati dal lettore che li reintepreta come mezzi utili e indispensabili per il raggiungimento di uno scopo. Il Dracula di Stoker è un personaggio avido, invidioso e non solo. Egli si mette in testa di essere sfidato e non si placa fino a quando non sente ripagato l'affronto. Si potebbe dire che egli strumetalizza a tal punto il romanticismo tanto da utilizzarlo come arma. L'amore diventa uno strumento di vendetta e la scia di sangue che si lascia alle spalle un manto di petali che coronano la sua vittoria. In definitiva si potrebbe dire che il romanticismo di Stoker ha contaminato come la migliore delle maledizioni la letteratura e il cinema degli anni a venire che si sono dedicati al tema. Il vampiro è caduto presto nel vortice del cliché, preda di reinterpretazioni e sconvolgimenti fini a se stessi...o al "vil denaro". Sono diventati meno astuti e più animali. Sono diventati immuni alla maggior parte delle armi date a disposizione dei comuni mortali. Il sole non li scalfisce anzi..."li bacia" perchè sono belli, pure troppo. Il vampiro è un bello e dannato comune, interpretato da qualche attore "belloccio" che tira la massa e i peli di f**a. C'è comunque da riconoscergli il merito di non essersi sottratti al loro dovere: succhiano ancora il sangue, mordono (quando gli è concesso!) e nella migliore delle ipotesi pianificano astute vendette per saziare il loro ego. Resta comunque il fatto che sono vittime della loro natura e di avidi scrittori (scrittrici!). Sul modello analizzato nel post della Meyer, quello di Twilight, vorrei portare alla vostra attenzione un film di vampiri che reputo essere "sui generis" per molti motivi eppure nel contempo molto efficace. L'immagine d'apertura del post (per chi non lo sapesse) è presa da "The Hunger", che in italia è passato come "Miriam si sveglia a mezzanotte". Un cast di "fuoriclasse" del calibro di Catherine Deneuve, David Bowie, Susan Sarandon e Willem Dafoe. Una fotografia magistralmente gestita dal duo Stephen Goldblatt e Hugh Johnson. Una vicenda crepuscolare, filtrata attraverso il tema dell' "amore eterno" che risulta essere fragile e finito anche per l'essere immortale. Perchè nella magistrale rivisitazione del tema vampiresco diWhitley Strieber anche la vecchiaia, e quindi la morte, possono colpire chi per natura non è costretto a temerla. Un ritratto del vampiro "di classe", affascinate, sensuale ed elegnate che nel contempo conserva e rispetta l'elemento letale che costituisce la loro natura diabolica. Dei vampiri che non hanno nulla a che vedere con il modello Stokeriano o Nosferatu, tendenzialmente più prossimi al modello "reiciano". Comunque l'esempio massimo di stravolgimento del modello classico operato con coscienza di causa e massimo rispetto. Quello, in sostanza, che non è applicato ai giorni odierni a discapito dell'oltremodo allarmante romanticismo "facile" e spaventosamente immediato. Un film che apre le porte ad una meditazione profonda sul sentiero che è stato intrapreso da molti autori e che molto probabilmente porterà all'estinzione della razza più nobile e sanguinaria che corona da secoli i nostri peggiori incubi (o forse migliori).
Meditate gente...meditate.
P.S. L'illuminazione la dedico al mio fido compagno di Blog.
...che tradotto dal dialetto Piacentino suona come "maledetto chi ti ha fatto".
Perchè dovrei prendermela con i genitori di Stephenie Morgan Meyer? Per quanto ne so il Padre può (poteva?) essere un fan estremo di Stoker, Max Schreck, Bela Lugosi e Christopher Lee. Probabilmente Il signor Steve Meyer si dilettava ad intrattenere la figlia con racconti e film sui vampiri nel vano tentativo di trasmetterle un pò di quell'amore innato per il genere. Effettivamente se da un lato mi riservo questo lecito dubbio da un altro rinnovo l'insulto per questa scrittrice di "frassino". Eh già. Perchè la cara Stephenie non solo ha contribuito a contaminare (per non dire infangare) il genere letterario contribuendo, con le sue opere, a fomentare una piaga romanzesca adolescenziale altamente involutiva (un pò come ha fatto Moccia per intenderci!) ma ha anche dato il colpo di grazia all'universo vampiresco che già soffriva di un abusivismo cronico-pestilenziale. Pensateci bene! I Vampiri sono diventati " IL clichè dei clichè "(perdonate il gioco di parole) , anche perchè vendono sempre, sono facili da gestire, calzano bene con l'elemento "romantico" introdotto da Stoker e, soprattutto, fanno impazzire le ragazzine. Ed è proprio su questo punto che il "genio creativo" (o commerciale?) della Meyer ha iniziato a fermentare a scapito del tradizionalismo. Grazie a lei, infatti, oggi ci ritroviamo con vampiri bellocci e avvenenti (mica quelli di "30 giorni di buio" o di "Dal tramonto all'alba"..nooo, non sia mai!), che al sole sbarluccicano come degli alberi di natale e che amano..."annusare ma non toccare". Grazie alla Signora Meyer i nostri cinema sono sommersi da una moltitudine di "ragazzine in calore" (e non solo!) che bramano avidamente davanti all'ingresso (un pò come in Dawn of the Dead di Romero) la "romanticata" d.o.c. Qualcuno ha detto, giustificandosi :
"x chi è un'inguaribile romantica..guarda quel film solo ed esclusivamente x guardare l'amore impossibile tra 2 mondi impossibili o persone.. tutto qui.."
..ingnorando che, con molta probabilità, in scenari come Palestina e Israele è possibile scorgere storie analoghe senza dover per forza di cose peschare l'elemento "vampiro". In definitiva...oggi esce New Moon (secondo capitolo della saga introdotta da Twilight). Il mondo probabilmente tremerà, a cominciare da suoi pilastri. Se avete in programma di andare a vedere dei film fatti come DIO comanda (tipo UP, Nemico Pubblico e simili) è meglio se lasciate smaltire la "bolgia" di ormoni femminili in subbuglio. Per quanto mi riguarda questa giornata è da affrontarsi con la fascia nera sul braccio. Perchè oggi, 18/11/2009, muore per la seconda volta il cinema horror d'autore....con una bel palo di frassino nel cuore.