Ingrid Pitt (Ingoushka Petrov), 21 November 1937 – 23 November 2010
Rappresenterai per sempre la cosa più bella ed incantevole che sia mai apparsa in un film dell'orrore.
A noi mortali non rimane che continuare ad ammirarti, per sempre.
Filmografia orrorifica essenziale:
- The House that Dripped Blood (1970), gustoso film ad episodi della Amicus
- The Vampire Lovers (1970), capolavoro della Hammer, tratto dal racconto Carmilla di LeFanu, che ha di fatto proiettato la Pitt nell'empireo delle horror queen e rappresenta la massima espressione del sublime e della sensualità nel cinema vampirico
- Countess Dracula (1970), interessante horror gotico, sempre della Hammer, dove Ingrid si cala con la sua infinita grazia nel ruolo della contessa Bathory
- The Wicker Man (1973), il film non necessita presentazioni, purtroppo la Pitt viene relegata ad un ruolo minore (ma questo non le impedisce di comparire nuda, eh...)
Per tutti quanti, affinchè possiate ammirare il fascino e la sensualità spiazzante di questa icona dell'horror che fu, ho postato il capolavoro del compianto regista Roy Ward Barker, anch'egli scomparso in tempi recentissimi.
Riporto direttamente dall'articolo del Corriere della Sera:
Ha 61 anni e nonostante la vita sregolata è ancora in piedi e tutto sommato in buona salute. È Ozzy Osbourne, icona di genio e sregolatezza e trash nella musica americana, ex cantante dei Black Sabbath, protagonista di una lunga serie di real tv in cui ha messo a nudo la vita sua e della sua famiglia, che più volte ha ammesso di aver fatto uso di alcol e droghe per oltre 40 anni, ovvero per due terzi della sua esistenza. Per carpire il segreto della sua forma fisica alcuni ricercatori hanno deciso di mappare completamente il suo Dna e comprendere così in che modo per esempio il suo corpo ha assorbito, negli anni, le droghe consumate. Non che Ozzy sia il solo re del rock ancora vivo ad aver fatto della dipendenza la sua bandiera: accanto a lui anche altre star più o meno sue coetanee come Iggy Pop e Keith Richards mostrano fisici ancora in salute, nonostante gli stravizi passati.
A parte il perverso piacere nel leggere sui "g-g-giornali seri" la solita dose di metal-puttanate tipo "aver fatto della dipendenza la sua bandiera" (e perchè non il pipistrello? NO COMMENT) e "ha ammesso di aver fatto uso di alcol e droghe per oltre 40 anni" (quando almeno gli ultimi 15 anni sono stati vissuti all'insegna della disintossicazione...). Vi darei un parere sulla notizia. Ovvero
FAIL
Ma che cazzo cercate? E' il Principe delle Tenebre ebbasta!
MUAH-AH-AH-AH-UAH-AH-AAAAH!!!
Ronnie era stramiliardi di volte più bravo a cantare e si sarà fatto si e no quattro spinelli in sessant'anni ma non era il Principe delle Tenebre, era solo Dio. Ed è morto. Punto.
Ozzy è di tutt'altra pasta,la vostra ricerca è vana!
P.S. se codesti scienziati volessero seriamente scoprire qualche genoma indistruttibile applicabile agli esseri umani, io consiglierei piuttosto di provare con Lemmy
Che poi, diciamocelo, stà storia dell'avventura "galattica" avrebbe anche rotto lì c.........
E invece, no.
Se avessimo uno standard unico per il platform, quello sarebbe senz'ombra di dubbio condizionato dalla presenza OBBLIGATA di un nanetto (italo-nippo-ammerighéno) con i baffi e le manone. Perchè Mario, fondamentalmente, è un fottuto manuale di come si crea IL gioco perfetto. Poche balle.
Il potenziale del nanoide rosso e blu (Spiderman!?) c'è stato plurimamente dimostrato in quasi tutti i formati. Micro, mini, medi, maxi, fino a sconfinare nella maestosità dell'universo. Uno scenario che si astiene, volutamente, dal proporre qualcosa di nuovo al veterano d.o.c. Nintendo, quasi come se volesse preservarlo dalle fantasie perversamente geniali che la mente di Miyamoto trattiene in previsione di tempi più duri.
Benché non sia stata apportata nessuna modifica sostanziale al gameplay introdotto nel precedente capitolo si può dire, senza dover incappare in qualsivoglia ripensamento, che il gioco ora funziona. E alla grande.Tra i nuovi "costumi" messi a disposizione di Mario spiccano, per originalità, quello "roccia" e quello "nuvola". Ovviamente, in osservanza ai cliché più recenti della saga di Mario, l'uso degli stessi è strettamente vincolato allo scenario che li propone. C'è poi il grande ritorno in scena di Yoshi, il bipede onnivoro che assiste Mario nelle sue avventure sin dall'ormai storico Super Mario World. Il tutto condito con la classica longevita made by N, quella buona per intenderci (30/40 h).
Dulcis in fundo...Mario Galaxy è stato limato per bene. Tutte le piccole sbavature di contorno al primo capitolo sono state sistemate a dovere. Affiancare un "2" mastodontico ad un titolo già visto e sentito non rende giustizia ad un gioco che non pretende di riscrivere i dogmi del platform ideale (anche perchè gli appartengono di diritto).
Per il mio punto di vista, un nove e mezzo (con bacio sulla fronte) non glielo toglie nessuno!
"Per l'uomo che ha tutto...". Una storia breve partorita dal magico duo Moore-Gibbons, ma anche una massima che il buon vecchio Steve Jobs AVREBBE dovuto tenere in considerazione come spot di lancio del suo IPad.
Ora, le cose che mi fanno ridere sono due:
In primis, le lunghe code davanti ai principali Apple Store mondiali generate dal richiamo silente di un oggetto che, per natura, fa gola al "popolo capitone".
In secundis, i numerosi post apparsi sui principali siti d'informazione informatica preceduti dal titolo "10 buoni motivi per coprare/non comprare l'IPad".
Incidentalmente (ma non troppo), tra tutte le revisioni sorte in rete dopo il lancio italiano dell'IPad me n'è rimasta impressa una in particolare. Un gentile consumatore Apple ha immolato la sua intera settimana lavorativa all'uso esclusivo dell'IPad accantonando, per dovere di cronaca, qualsiasi altro strumento informatico in suo possesso (nel caso specifico un IPhone, un Macbook e un fisso). Quel che ne è emerso è la triste e scontatissima verità. L'IPad non l'ha agevolato in nessun settore, anzi! I punti di forza dello stesso si sono rivelati quasi del tutto INUTILI in seno al contesto italiano che, ricordo, gode di una limitata interattività per quel che concerne l'utilizzo delle "App" legate ai principali quotidiani d'iformazione italiana.
Faccio un esempio: Wired, famosa rivista d'informazione NERD (e non solo), gode di un'interattività notevole, il tutto grazie ad una nuova tecnologia di Adobe volta a realizzare riviste digitali farcite di contenuti interattivi, filmati, oggetti in 3D e via dicendo. Lo stesso discorso, però, non vale per "La Repubblica", o "Panorama", o quant'altro l'editoria italiana sia in grado di digitalizzare. Il medesimo discorso lo si potrebbe associare benissimo all'ambito fumettistico. Marvel, con la sua astuta politica di abbonamento, garantisce per tot mesi la lettura di prodotti passati, presenti e futuri. Una gestione sapiente degli archivi digitali che non è ancora stata assimilata dai nostri principali editori, costretti a pagare le tasse sugli albi invenduti quando potrebbero benissimo digitalizzare e vendere via etere multimediale. Capisco che la carta sia un bene e una tradizione a cui io stesso, in primis, fatico a rinunciare...però i tempi cambiano e la carta è destinata, presto o tardi, a soccombere.
Archiviato il discorso "cartaceo/digitale" (l'elemento portante della propaganda Apple-IPad) è il momento di passare a quello della multifunzionalità...dove c'è veramente poco da dire. E' inesistente. Tutti i fieri possessori dell'IPhone (il fratello nano dell'IPad) sono ben consci del fatto che non è possibile godere di due funzioni nel medesimo tempo. Esempio: se giochi a briscola non puoi fare una capatina veloce su You Porn e viceversa. Ergo poche balle, l'IPad non è assolutamente una via di mezzo tra un IPhone e un Laptop...è semplicemente un surplus. Un surplus che potrebbe benissimo calzare bene ad un utenza che, per svariati motivi, non ha scelto Apple come principale strumento multimediale per la propria abitazione e non solo. Un buon additivo per chi ha scoperto in ritardo il magico mondo delle App. Oppure, l'equivalente di uno schermo da 52'' per chi è abituato a far girare un Xbox su un 32''. Ma nulla di più.
In definitiva...i medesimi acquirenti che lo elogiavano quando era solo un astratto irraggiungibile e oltremodo desiderabile, ora lo caziano per la sua concreta inutilità. C'è da aspettarsi di tutto nei prossimi mesi, soprattutto da siti come ebay; "vendo IPad nuovo, funzionante, in ottime condizioni per inutilizzo - Prezzo scontatissimo".
(Titolo del post liberamente ispirato da "Jesus Gump")
Per noi, inguaribili Nerd (aspetta, NERD A CHI?), il 2d "pixelloso"rappresenta l'elemento nostalgico per antonomasia. E' buffo come una serie di pixell allineati quel tanto da dare un accenno di contorno vagamente riconducibile ad una figura familiare riesca ancora a suscitare, probabilmente solo ad una determinata generazione, un senso benefico altrimenti raggiungibile solo attraverso l'abuso di droghe specifiche. Ovviamente faccio riferimento ai classici "scatoloni-ludici monouso" che, nei primi anni cupi della nostra esistenza, ci sottomisero a tal punto da indurci a bollare qualsiasi altra cosa analoga, ma nel contempo dissimile, col marchio dell'obsoleto. Da un po' di tempo a questa parte, quasi come se fosse una forma di ribellione rudimentale all'iperrealismo proposto dalle console di nuova generazione, un discreto gruppo dei già citati "nerd nostalgici" sta riproponendo, in una variopinta varietà di salse, quel 2d pixelloso che, a quanto pare, non vuole cedere all'abbandono forzato del sipario videoludico.
Ed è proprio tra le file vetuste del retrogaming più puro che fa la sua comparsa il titolo Run Jesus Run! A.K.A. The 10 second Gospel di Molleindustria. Un giochino che, per certi aspetti interessanti, strizza l'occhio alla blasfemia pura, quella "senza condizionale" per intenderci. In 10 secondi di gioco si ha modo di rivivere i momenti salienti della vita del Cristo. La nascita, il miracolo della resurrezione, la camminata sulle acque, la tentazione, l'ultima cena ed infine (SPOILER!) la crocefissione. Per farla breve, la corsa furiosa di Gesù verso il suo inevitabile destino.
Ora ,con molta probabilità, vi starete chiedendo: " che c'è di tanto divertente in un gioco che, oltre ad essere apparentemente blasfemo, è pure brutto a vedersi (se confrontato con la vostra "Pleistescion", ovviamente!)?". La risposta è tanto evidente quanto obsoleta.
-E' un 2d rudimentale, di quelli che ti richiamano alla memoria dolci immagini estrapolate dal Commodore, Colecovision, Atari VCS ecc. -E' frenetico, immediato, elementare. -E' semplice ed essenziale. -E' nostalgia pura, del tipo che non trovi nella sezione "usato" dell'EBGames. -E' arte, ergo creatività folle a go go.
Perciò, in culo alla "blasfemia". Se un videogame mi porterà all'inferno tanto meglio, c'andrò con la tastiera in mano.
...razzolando male. E fu così che gli "errori di alcuni" pulirono, come la miglior spugna, i peccati dal manto dorato della Chiesa.
La conferenza episcopale italiana china il capo, accennando un sentito (e sincero?) "mea culpa", di fronte agli scandali dei preti pedofili che hanno investito la chiesa.
I vescovi del consiglio permanente hanno riaffermato la vicinanza e la solidarietà nei confronti delle vittime degli abusi denunciati, rimettendosi, in tutto e per tutto, all'applicazione "rigorosa e trasparente" delle norme penali e processuali canoniche.
Benedetto XVI invita la comunità ecclesiale alla ricerca della verità assumendo, qualora questa fosse accertata, i provvedimenti necessari.
A questo punto mi chiedo...quali, tra i menzionati "provvedimenti necessari", sarebbero i più adeguati per delle bestie nascoste dietro un colletto bianco? La castrazione chimica come affermazione al voto di castità? Oppure la reclusione in carcere, come previsto dalla legge dell'uomo, dove il peggiore dei criminali saprà render giustizia alle giovani vittime degli affermati abusi? Perché, al di la della sacralità della fede, l'uomo è e resta comunque un animale pensante.Con i suoi difetti incorreggibili, frutti di un momento di svago preso dall'altissimo durante la famigerata creazione. Sia chiaro, credo in una giustizia divina. Ad un rendiconto finale di tutte le cazzate commesse in vita. Credo ad una giustizia più pura...ma ora siamo sulla terra e prima di tutto credo nella giustizia dell'uomo.