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Di polemiche ridicole e sante parole

12.7.10
Prenderei volentieri in prestito il Dott. Rasputin per descrivere in breve la nostra posizione sulla recente polemica che sta punzecchiando alcune fra le donzelle acide del fumetto italiano. Anzi, in barba a qualsiasi norma di diritto d'autore imbavagliato dal DDL PD(L) AC/DC sepolto sotto le macerie dei festini romani politi-coca-trans di regime, lo faccio. E di gusto.



Ciò parrebbe tutto fuorchè coerente da parte mia, vista la personale et quotidiana et fastidiosa partecipazione a diversi blog autoriali dello scarpone; invece non lo è.
Perchè di base il fumetto italiano ospita da diversi anni una buona serie di cervelli notevoli delle nuvolette che arricchiscono con gaudio il mio tempo libero e, quando gira bene, si comportano addirittura come se esistesse un'autentica scena fumettara italiana a mò della Los Angeles glam di fine anni '80. Ci si diverte, ci si sollazza, allora perchè non rompere il c... perchè non parteciparvi!?!?!?

E cerca cerca, sopra a questa coltre di puttanate autoriali fatte sui blog autoriali per autori autoriali m'è capitato di scovare questa intervista al semper lodandi et sanctissimi Maurizio Rosenzweig (e no, non c'è il link al blog, perchè non c'è il blog!). Autore fra i mei preferiti di sempre [sotto con google, dai!], persona iper simpatica nonchè enormemente acculturata e di gusti finissimi (*trad. superfan dei Kiss).
Vi rimetto il link dellintervista, se ve lo siete persi, eccolo.

Letta?

Bene.

Qui un'opinione mi sento di darla ed è la seguente:

la penso come Rosenzweig.

Bibbia.

Vangelo.
Necronomicon.
Raccolta di Poe.
Punto.

Foto di Maurizio Rosenzweig (all'inizio non volevo metterla perchè non è che aiuti tantissimo la digestione ma poi ho pensato che, insomma, ci poteva stare)


E la coerenza col fatto che l'autore di codesto blog che state leggendo scrive, per l'appunto, su un blog? C'è tutta.
Perchè IT'S ALL IN THE REFLEXES ha esattamente il peso e la dignità che ogni spazio self made del web 2.0 dovrebbe avere. Meno che nullo. Negativo.
Leggetevi il sottotitolo.

Questo spazio mediatico è stato creato per perdere una marea di tempo e non guadagnarci un cazzo. E' scritto male ed in totale estemporaneità. Rovina in costruzione, nasce (e muore) settimanalmente per aiutare noi due adepti del fancul(t)ismo no limits a sigillare le nostre idee del cazzo fuori dal mondo reale affinchè non lo inquinino; si sa mai che servano a distrarre qualche rifiuto umano come noi o come voi, che state leggendo.

Sic transit gloria mundi.

Per tutto il resto ci appelliamo alla divina parola di Rosenzwieg e a quella di altre anime dannate come lui.



Fhtagn!



"Anche le tette uccidono..."

14.4.10
Mai citazione fu più profetica.

La frase del titolo è presa letteralmente da una delle tante"massime ad effetto" (valla a chiamare così!) presente in "Under Siege 2", passato in italia come Trappola sulle Montagne Rocciose (seguito meno fortunato del "filmone" Trappola in Alto Mare").Il perchè di questa citazione d'altri tempi è semplice; pare che il buon vecchio Steven Seagal, qui ritratto nel pieno svolgimento delle sue passioni primarie..

..tipo sparare alla gente,


per salvare i panda da atroci sofferenze ,

festeggiando il tutto con qualche assolo cazzuto...


...ma non prima di aver "magnato" come un porco,

nasconda "altre" passioni non meno interessanti. Stando a quanto denunciato dalla modella Kayden Nguyen (il cognome è tutto un programma :D!) il buon vecchio Steve, oltre a dilettarsi quotidianamente in sfrenati esercizi sessuali con due assistenti russe schiavizzate, costringerebbe le aspiranti segretarie a prestarsi alle sue voglie erotiche attraverso l'assunzione (forzata!) di pillole illegali.
Insomma, un colpo duro da parare per l'eroe dei film d'azione "pro emergency".

Intanto l'Avvocato di Seagal, ottimisticamente, afferma che il tutto è una macchinazione ridicola e facilmente "smontabile".

Dal canto nostro speriamo vivamente che sia così e che l'impudica vicenda venga risolta per il meglio...almeno prima che il Panda della foto #2 sfrutti a sua volta l'occasione per denunciare il povero Seagal di molestie sessuali.