Questo blog genera un impatto sociale minore di zero!

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MIO CANE!!!

8.11.10
(per la riproduzione sonora dell' imprecazione d'overture [v.titolo] si raccomanda una pronuncia veloce e urlata!)

E' slittato tragicamente al 2 Aprile 2011.

Vale a dire:
-Ancora cinque mesi di estenuante attesa prima di poter fottere i poteri a Flash.
-Quarantacinque €uri di pre-acquisto congelati nello sciacquone del cesso.
-Monotonia videoludica incombente.
-Uccisione della Lanterna Verde, con gesto di scherno in allegato, rimandata a tempi migliori.

Morale: Odio profondamente Steam e la SOE...ma almeno posso ancora godere della mia vita sociale/sentimentale ancora per un po'.

Captain FAIL...

3.11.10


Tutina da moto a parte...caro Chris Evans, sai dove te lo devi mettere quello scudo, vero?
Come!? non lo sai? Beh, mò te lo diciamo noi! In puro stile cultista...

NEL CULO, DI TRAVERSO, PASSANDO DALL'ORECCHIO DESTRO!!!

P.S. meglio cambiare né!

PARCE QUE LE TEMPS DÉTRUIT TOUT....

2.11.10
("Love Is In Control" - di Marco Andreoletti e Christian G. Marra,
souls of Passenger Press)

Naturalmente vi sono molti modi per raccontare una storia. Il "problema", però, è che nessuno dei metodi investiti nell'orgia copulatoria mentale che precede il parto delle tanto agognate idee può essere bollato con l'etichetta di "non idoneo".
E allora che si fa? Si scrive, si disegna, ci si diverte, ci si incazza. Ci si serve da soli al bar delle "evocazioni" dove la nostra esperienza si fonde con le nostre passioni in un solo, grande, cocktail che come unica indicazione ha quella di dover essere "bevuto tutto d'un colpo"...possibilmente armati di tanta avidità e noncuranza.
Nel mentre lo scenario va letteralmente in frantumi. Bossoli ancora fumanti tintinnano sul terreno al pari di corpose gocce metalliche. La quiete corona una tempesta già consumata, il tempo è violentato da profonde digressioni che rallentano l'azione a favore dei dialoghi.
Il tempo, alla fine, distrugge tutto.
E sapete cosa? Love Is In Control è questo...e molto altro ancora. E' il Will & Grace del nuovo millennio, il "manga" che non vi è dato leggere al contrario, il sunto dell'action-pulp ormai in decadenza. E' Jazz-Metal suonato dalle onomatopee e cantato dai balloons. E' una prova (gratuita!) di un'elegante e meditata dimostrazione di potere.

Certo, la gratuità con la quale c'è stato servito questo gradevole cocktail potrebbe risultare, in un primo momento, spiazzante. Soprattutto quando si scopre che il "Passeggero Frankensteiniano" (bicefalo altamente creativo dotato di quattro coglioni fumanti!) è in realtà animato da una profonda sinergia arcana che lo rende in grado di realizzare l'impossibile.
Perchè è dell'impossibile che si sta parlando.
Un ragazzo alle prese con la sua prima sceneggiatura, impreparato, sfrontato (nel senso buono del termine, ovviamente!) e dotato di un bagaglio cultural-cinematografico elitario non idifferente è riuscito a gestire la ritmica, ma soprattutto il canto, di un'opera difficile da realizzare. Un'opera elitaria come i suoi gusti cinematografici e profonda come i rimandi che ha seminato lungo il percorso che corona la sua prima esperienza.
E che dire poi del suo complice grafico? Sorprendentemente arguto e geniale. Si destreggia in volteggi dinamici e sentiti come l'ultimo erede della famiglia Grayson. Ci lascia a bocca aperta con il suo modernismo visionario. Ci prende piacevolmente a schiaffi con la sua personalissima interpretazione del caos strutturale.
Insomma, lasciate che lo dica: "the Passenger strikes again"...e con i controcazzi pergiunta!

Per ora non posso fare altro che battere le mani. E continuerò a farlo...almeno finchè il magico duo non partorirà il secondo episodio (già annunciato!) di questa piacevole e affascinante avventura.

P.S. Pollice in su. Ammazzate quei fottuti leoni!









[R.] SKINWALKER #1, L'INIZIO DELLA FINE...

8.9.10

Poco tempo fa ho avuto modo di discorrere di fumetti con un tipo che del settore non ne masticava un cazzo, e mi spiegava - tra un delirio
di onnipotenza mascherato da disturbo narcisistico e un sorso di gin-tonic - che leggere fumetti, per lui, non era altro che "bruciare del tempo prezioso nella lettura di futili scarabocchi privi di senso e fatti a caso".

Ora non ricordo la discussione nei dettagli, so solo che a fermare l'inevitabile impatto del mio modestissimo pugno "in canna" contro il suo fottuto naso fu la conclusione della sua inutile apologia contro la nona arte. Ve la riporto per dovere di cronaca:

"Perchè no? Se esistesse un fumetto abbastanza interessante, ricco di contenuti originali e bizzarri, disegnato bene e con cognizione di causa (!?)...lo leggerei!".

A quel punto la mia mente si rilassò. La mano abbracciò il collo della bottiglia di birra che, fino a pochi istanti prima della conclusione del monologo, dominava sul tavolino del bar in segno di scherno al gin-tonic del "saputo". Portai il collo della bottiglia alla bocca e ne bevvi un lungo sorso.
Solo quando la riappoggiai al tavolo mi resi conto che stavo ridendo come uno stronzo.
Non era un ulteriore segno di disprezzo per le cazzate da poco proferite dall'ignorante, no. Era un gesto sincero. Un gesto impulsivo, selvaggio, automatico, una reazione equilibrata ad un'azione spontanea.
Perchè c'era del vero nelle parole di quel potenziale neofita. Al di là dei meri e artificiosi pregiudizi c'era (e c'è) una profonda verità che coinvolge tutti gli appassionati del settore, professionisti o fan che siano.

La verità è che in una realtà come quella odierna, dove le idee buone valgono più dell'oro (e del rame!) , è necessario liberare i tesori partoriti dalla nostra mente. Non si tratta solo di dar aria a delle belve tenute in gabbia troppo a lungo, no...si deve creare! E per farlo non è necessario essere chissacchì, bisogna solo avere l'idea giusta e crederci.

Ecco perchè mi sento in dovere di dire che i ragazzi della Bookmaker hanno fatto centro! Ecco perchè mi sento di rovinarmi le mani a suon di applausi per elogiare l'idea originalissima e oltremodo affascinante di Massimo "DEH" Rosi! Ecco perchè mi commuovo di fronte al tratto dinamico e sentito di Francesco Della Santa! Ecco perchè SKINWALKER
ESISTE!

Perchè il mondo
DEVE sapere che esiste una realtà che NON può e NON deve essere sottovalutata! Perchè la gente DEVE poter tornare a sognare grazie alle idee altrui! Perchè le storie belle, di questi tempi, valgono più dell'oro...e del fottutissimo rame.

Skinwalker è sicuramente uno dei prodotti italiani più originali del momento e ho ragione di credere che possa facilmente varcare i confini di un paese che, purtroppo, deve ancora perfezionare la sua postura nei confronti del fumetto d'autore. Un viaggio in un universo magico e inesplorato che corona una realtà vastissima e oltremodo intrigante (dai freddi simulacri moscoviti alle vaste steppe siberiane).

Se, come recita il titolo del primo volume di una lunga saga, l'avventura per voi si rivelerà essere "l'inizio della fine" ben venga! Finchè queste idee preziose continueranno a macchiare la carta vergine non potrete rimanere delusi. Mai...






Cose che capitano...

21.8.10
Ryan Reynolds è Lanterna Verde.
Una notizia che non turba più di tanto il mio quieto vivere per poche, semplici, ragioni:

-"Notte più Profonda" è un buon prodotto. E' scritto e disegnato con decenza e propone dei risvolti accattivanti. Ma, francamente, se fossi costretto a dover scegliere tra la triste morte di Batman (introdotta nel primo numero della serie) e il maestoso pestaggio immorale della Lanterna in "All Star Batman e Robin" (Miller+Lee) non esiterei un solo secondo a ruotare il mio pollice dx verso il basso per promuovere la morte del "minchione verde".
-Per me, Ryan Reynolds è un attore mediocre. Lo ha dimostrato con la pessima interpretazione di Deadpool in X-MEN ORIGINS (fortuna che la produzione ha avuto il buon gusto di cucirgli la bocca) e l'altrettanto misera "comparsata di supporto" in Blade Trinity (un grazie sentito a Jessica Biel per aver addolcito, con la sua presenza, la "pillola amara").
-Dirige Martin Campbell...e la cosa non può che farmi piacere. Infatti, spero vivamente che l'ormai famosa scena di tortura finale di Casino Royale venga applicata, senza remore, alle palle di Reynolds.

Detto questo, una cosa devo ammetterla...


...la tutina verde, in un certo senso, gli dona.

Di polemiche ridicole e sante parole

12.7.10
Prenderei volentieri in prestito il Dott. Rasputin per descrivere in breve la nostra posizione sulla recente polemica che sta punzecchiando alcune fra le donzelle acide del fumetto italiano. Anzi, in barba a qualsiasi norma di diritto d'autore imbavagliato dal DDL PD(L) AC/DC sepolto sotto le macerie dei festini romani politi-coca-trans di regime, lo faccio. E di gusto.



Ciò parrebbe tutto fuorchè coerente da parte mia, vista la personale et quotidiana et fastidiosa partecipazione a diversi blog autoriali dello scarpone; invece non lo è.
Perchè di base il fumetto italiano ospita da diversi anni una buona serie di cervelli notevoli delle nuvolette che arricchiscono con gaudio il mio tempo libero e, quando gira bene, si comportano addirittura come se esistesse un'autentica scena fumettara italiana a mò della Los Angeles glam di fine anni '80. Ci si diverte, ci si sollazza, allora perchè non rompere il c... perchè non parteciparvi!?!?!?

E cerca cerca, sopra a questa coltre di puttanate autoriali fatte sui blog autoriali per autori autoriali m'è capitato di scovare questa intervista al semper lodandi et sanctissimi Maurizio Rosenzweig (e no, non c'è il link al blog, perchè non c'è il blog!). Autore fra i mei preferiti di sempre [sotto con google, dai!], persona iper simpatica nonchè enormemente acculturata e di gusti finissimi (*trad. superfan dei Kiss).
Vi rimetto il link dellintervista, se ve lo siete persi, eccolo.

Letta?

Bene.

Qui un'opinione mi sento di darla ed è la seguente:

la penso come Rosenzweig.

Bibbia.

Vangelo.
Necronomicon.
Raccolta di Poe.
Punto.

Foto di Maurizio Rosenzweig (all'inizio non volevo metterla perchè non è che aiuti tantissimo la digestione ma poi ho pensato che, insomma, ci poteva stare)


E la coerenza col fatto che l'autore di codesto blog che state leggendo scrive, per l'appunto, su un blog? C'è tutta.
Perchè IT'S ALL IN THE REFLEXES ha esattamente il peso e la dignità che ogni spazio self made del web 2.0 dovrebbe avere. Meno che nullo. Negativo.
Leggetevi il sottotitolo.

Questo spazio mediatico è stato creato per perdere una marea di tempo e non guadagnarci un cazzo. E' scritto male ed in totale estemporaneità. Rovina in costruzione, nasce (e muore) settimanalmente per aiutare noi due adepti del fancul(t)ismo no limits a sigillare le nostre idee del cazzo fuori dal mondo reale affinchè non lo inquinino; si sa mai che servano a distrarre qualche rifiuto umano come noi o come voi, che state leggendo.

Sic transit gloria mundi.

Per tutto il resto ci appelliamo alla divina parola di Rosenzwieg e a quella di altre anime dannate come lui.



Fhtagn!



"Piatto ricco...

1.5.10
...mi ci ficco!"


Il bello di queste immagini è che ti consentono di astenerti da qualsivoglia commento, sempre se si esclude l'ingiustificata presenza di Chris Evans (AKA la Torcia Umana) nei panni di Captain America...m'ah!

P.S.
Il Dio del tuono c'è già, eh!


"Joss motherf**kin Whedon"

14.4.10




No, è che a quanto pare il fottuto Whedon dirigerà il film dei Vendicatori.

Link 1

Link 2

Fan site italiano del regista


Forse, dico forse, avremo un altro Marvel Movie ispirato ad una serie regolare che possieda tutti i controcazzi adeguati; il quarto in serie dopo i primi due X-Men e l'esaltantissimo Iron Man.

Dai un forse-quattro su venti non è male... lo vedi che i soldi della Disney fanno comodo, eh!?


Comincio a fare scorta di birre e per festeggiare metto su le puntate di Firefly con la Clarke e la Hendricks.


Melinda Clarke


Christina Hendricks


Già che ci siamo, mi auguro che a Whedon non piacciano gli AC/DC.
Nulla contro gli australopitechi, non sia mai, semplicemente per l'occasione gradirei una soundtrack un filino più originale o, se proprio non ce la facciamo, almeno di soli Sabbath!!!


Mater Morbi...COMBO RECENSIONE!

19.1.10


Premessa:

In passato vi avevamo già deliziato (?) con critiche a due mani figlie, o meno, delle nostre convergenze di pensiero che alimentano avidamente l’anima oscura di questo blog.

Ora siamo di nuovo qui, insieme, per trattare di un tema molto delicato che ruota attorno all’origine della nostra passione fumettistica come uno stormo di corvi intenti a presidiare il perimetro del loro pasto. Vogliamo parlarvi di Dylan Dog, o meglio della sua ultima fatica marchiata Recchioni & Carnevale…e non possiamo farlo divisi.

Perciò aprite il tamburo della Bodeo, riempitelo di proiettili calibro 10, 35 mm e puntatecela alla testa. Tenetela buona, nel caso dovessimo andare oltre le righe o perché no…diventare dei fottutissimi zombi.


GREG-Mi piace-Dog:



Bellissima, profonda, nociva, dolorosa. Il disegno è perfetto. Ma queste storie devono imparare a crescere e svilupparsi con le proprie gambe, staccando il cordone che le lega al proprio autore.

E non è che scrivere di se stessi "non vale", semplicemente in questo modo non si scrive una storia. Si scrive e punto. E non è quello per cui un lettore di DYD paga, di solito.

Ma facciamo che mi sbaglio. Facciamo che i primi 160 numeri dell'investigatore siano la vita di Sclavi e di pochi altri. Allora in questi ultimi 7-8 anni non avremmo letto praticamente nulla. La serie non esisterebbe. il personaggio si sarebbe ritirato nell'eremo dei disertori.

Ma non è così.

Mater Morbi è una memoria che vede le storie a fumetti passare da dietro il vetro di una camera ospedaliera. Nel frattempo queste la notano e fanno un doveroso inchino alla sua bellezza.



RED-mi piace così così-Dog:


“fare la figura degli stronzi”...una condicio sine qua non che molto probabilmente meriterò al termine di questa "mini" recensione. Perché, come molto probabilmente avrete già intutito, non ho gradito più di tanto quest’ennesima avventura nostrana di Dylan.

Certo, è un dato di fatto che dal connubio tra una mente (Recchioni) e una mano (Carnevale) oltremodo creative e “incostantemente” geniali non possa che scaturirne un capolavoro dalle proporzioni incontenibili, ma è altresì un dato di fatto che la tanto agognata rivoluzione del personaggio che molti fans attendevano sia ancora una volta posticipata a tempi migliori.

Perché a conti fatti Mater Morbi non riesce a sconfinare da quella campana di vetro che metaforicamente rappresenta la trasposizione del vissuto personale del proprio autore.

Dylan Dog è un personaggio vittima della maledizione del suo creatore. Difficile da gestire, vuoi per la sua sociopatia cronica che lo vincola ancora ad usi e costumi legati inscindibilmente ad un tempo che, purtroppo, è in costante evoluzione, vuoi perché è figlio di più padri che a volte dimostrano sfacciatamente di non amare il personaggio. E allora lo usano, ne abusano, lo smontano, lo ricostruiscono, ci giocano. Perché Dylan è, senz’ombra di dubbio, un’icona assoluta del panorama fumettistico italiano e la sua dipartita, come ha fatto notare Greg, equivarrebbe al più triste dei lutti.

E allora lo si mette in fin di vita, appeso come un burattino ai rami di un albero che sa molto di déjà vu. Lo si fa ritrarre da mani esperte nel pieno della sua agonia, come la miglior crocifissione firmata dal più grande degli artisti, e si gioca , ancora una volta, con la scatola delle illusioni.

Perché con Mater Morbi non ci troviamo di fronte ad un Dylan Dog “classico”, ma a un Dylan “replicato”. Un eroe a se stante immerso in un’avventura che volutamente si fa strada attraverso un dolore glorificato, quasi come se fosse una purga per la staticità che aleggiava minacciosa sul capo della serie.

In sostanza…se da un lato John Doe riesce a fondersi perfettamente con Dylan Dog dall’altro Recchioni non riesce (ancora) ad entrare in sincrono con l’ormai divinizzato Sclavi.

Ma questo, fondamentalmente, è un problema con il quale siamo abituati a fare i conti.


RECE - Il mondo dei Replicanti...

18.1.10


E' proprio il caso di dirlo...

...la percentuale di fallibilità che alleggia, come la più minacciosa delle nuvole, sul capo di un prodotto "action/fantascientifico" che si prende la briga di schierare in prima linea un fuoriclasse del settore quale il mitico (e intramontabile?) Bruce
DOVREBBE automaticamente ridursi allo zero.
Scrivo "
dovrebbe" perchè da un pò di tempo a questa parte il mio "sarcasmo critico" risente, in negativo, di un forte senso di pienezza che, lentamente ma inesorabilmente , va convertendosi verso una profonda e difficilmente curabile intransigenza cronica (v. Halloween 2...ma questa è un'altra storia!).
Resta il fatto che non voglio servirmi della recesione di un prodotto mediocre come quello de "Il mondo dei Replicanti (Surrogates)" per sguinzagliare tutte le mie invettive represse contro il "nuovo cinema fantascientifico" che, sfacciatamente e quasi sicuramente involontariamente, osa sfidare con "mezzucoli" i grandi del settore come BLADE RUNNER o i primi due capitoli della saga TERMINATOR (tanto per citarne alcuni!) solo per il gusto di trattare temi sociopolitici avveneristici. NO. Voglio tentare la via magnanima (e l'intransigenza!?) evidenziando solo le lisature più evidenti del completo, trascurando (almeno per il momento!) le toppe/gli strappi interni.
Il mondo dei replicanti vanta origini "cartacee". E' infatti la trasposizione cinematografica dell' omonimo fumetto di Robert Venditti e Brett Weldele (qui da noi edito da Rizzoli in un elegante volume che raccoglie cinque storie) ambientato in un futuro prossimo dove l'uomo è a tal punto vittima della tecnologia da rinunciare alla partecipazione diretta della propria vita sociale, sentimentale e lavorativa per "viverla" attraverso le spoglie di un "surrogato", robot che riproducono alla perfezione ( e in meglio!) gli esseri umani.
Ovviamente l'idea originale trae spunto e forza dalle tematiche sociali più recenti viste e plurimamente analizzate in social network virtuali quali Second-life e, perchè no, in gdr tristemente famosi come WOW (World of Warcraft ndr.) e simili.
La possibilità, quindi, di sottrarsi in tutto e per tutto dalla sempre più triste e monotona realtà quotidiana per favorire una grande (e per alcuni oltremodo piacevole) illusione virtuale esente, per natura, da qualsivoglia male/sofferenza.
Ergo con un'idea del genere in saccoccia il duo
Michael Ferris e John D. Brancato doveva, per forza di cose, far centro...invece:

-L'idea magistrale si devolve facilmente in un "déjà vu" dai tratti nostalgici e tristi. Per farla breve si può dire che parte alla grande per scemare miseramente in una malrealizzazione dai toni rinunciatari.
-La presenza di una figura leggendaria nel settore come quella di
Bruce Willis non riesce a colmare le forti lacune del prodotto che risulta essere a tratti lento e inconcludente.
-La bellezza "acqua e sapone" di Radha Mitchell e Rosamund Pike cede le armi ad un make-up ,volutamente "artificiale", esaltato dai relativi surrogati...malgrado questo il risultato si rivela comunque piacevole.
-(
ATTENZIONE SPOILER!) L'elemento thriller è rovinato da un complotto mal gestito e a tratti quasi ridicolo. Il finale vi lascerà a bocca aperta...ovviamente non per la sorpresa.
-Gli effetti speciali sono essenzialmente spogli di qualsivoglia pretesa....resto dell'avviso che nell'82 quest'ultimi fossero decisamente più ispirati e d'effetto.

In sostanza Il Mondo dei Replicanti si mertia un 6- che tende più all'insufficienza che alla sufficenza.
Potevamo godere di un prodotto dalle tematiche forti e "bacchettone"...e invece ci ritroviamo con l'ennesimo emulo dei bei tempi che furono.



Vaccini...

11.1.10

...è l'argomento di questi giorni ma in realtà voglio parlare di un'altra cosa.


Le seguenti dosi farmaceutiche operano contro i tremendi super-hero/epic/TV-revival/post-modern/iper-sbudell/use-less/nerd-generation movies che stanno infestando le nostre sale cinematografiche.
Manco fosse l'ebola.


The Dark Night e Batman Begins
Ovviamente, un punto di partenza di tutto rispetto per contrastare l'immunodeficienza comico-cinefila.

Batman The Animated Series.
Leggendaria serie a cartoni animati? Di più. Capolavoro dell'animazione seriale? Ci siamo quasi. Punto di arrivo del linguaggio di animazione che invade, travolge e rinnova la forza comunicativa dello suo stesso pater litteratorum con un effetto boomerang mai visto (colpa di una certa coppia Dini-Timm)? Esatto.
Ed oltre alla serie animata vera e proria mamma Warner Bros. ha deciso di infilare una manciata di assolute perle lungo questi ultimi vent'anni.

Batman: La Maschera del Fantasma - E qui si bagnano le mutande. Ispirato un pò alla lontana alla saga Anno Due ma la differenza tra lo sceneggiatore Barr e la succitata coppia dei miracoli è, diciamo, SPAVENTOSA.
L'aspetto grafico è quello della serie animata.


Batman Beyond: Il Ritorno del Joker - Bruce Wayne va in pensione e affida il ruolo ad un giovane scavezzacollo, nel frattempo l'uomo che ride torna con una serie di colpi in grande stile e ci prepara un finale che è "come quando ti spara col pistolone grigio ed esce la bandierina BANG ma poi il proiettile c'è davvero".
La storia è di Paul Dini. E via che si sborra di nuovo nelle mutande...
La grafica stavolta verrà riutilizzata nell'ottima serie Batman Beyond. Occhio che la versione italiana del film è censurata, vi raccomando di scoprire il perchè.

Batman: Gotham Knight - Tributo multiregistico all'uomo pipistrello. Parecchio asiatico a dire il vero, tranne che per un paio di tizi che si fanno chiamare Rucka e Azzarello... Troppo emozionante. Tenete il Lexotan sul comodino.

The Batman Superman movie: World's Finest - Luthor assolda il Joker per fare fuori indovinatechi?-man, ovviamente Wayne passa per Metropolis proprio in quei giorni. Ed ecco che parte la ola. Grafica della TAS aggiornata alle ultime serie.

Superman/Batman: Public Enemies - I contenuti sono un pò da telenovela Loebiana ma il ritmo è spaventoso e certe suggestioni ti rimarranno in testa per sempre.
Design ultra nuovo (mezzo sic). Il risultato è molto ollivudiano
ma quelli di ollivud per fortuna non lo sanno.

Bat-argomentando, quanto sopra è il meglio che si può trovare. Cercando ancora un pò si possono scovare altre cosette davvero meritevoli.


Ma non di soli ratti vivrà l'uomo, per cui concludo con un'ultima dose di supereroismo d'eccezione.



Me l'hanno consigliato caldamente ma io non ci credevo. Poi, in un'esagerazione di fiducia, l'ho visto.
Che perla.
E' un film fichissimo, con un paio di scelte nella colonna sonora che fanno alzare in piedi ed un finale che, bèh, da solo giustificherebbe tutta la pellicola anche se fosse una compilation di cagate a spruzzo.
Insomma... SE E' PROPRIO NECESSARIO, NEL VENTUNESIMO SECOLO, INSISTERE IN ALTRE TRASPOSIZIONI/TRASFUSIONI CINEMATOGRAFICHE, ALMENO FACCIAMOLE COSI'!
Ed infine, come non menzionare Tony Stark, semplicemente il perfetto Robert Downey Jr.
Cioè, no, scusate, volevo dire il contrario...



Ad Aprile il seguito. Andiamo tutti a vaccinarci, cazzo.

Best of 2009... publications!

29.12.09

Top COMICS


The Passenger Press Limited Edition Album 2009 (AA.VV.)


Il bello relativo ed il bello assoluto non possono competere con l'evoluzione, processo naturale di cui la Passenger Press tutta rappresenta il picco più alto del neonato millennio.
Il PALE è effettivamente il fumetto più bello del mondo ed è anche scaricabile qui.


Hanzo, La Via dell'Assassino (Koike, Kojima)


Non accostiamolo al capolavoro Lone Wolf & Cub, per favore. Perchè qui si esce dal romanzo per entrare nelle torri d'avorio della narrativa epica. E non vi sto a spiegare perchè K&K fanno fumetto manga mentre tutti gli altri musi gialli fanno
minghiate a fumetti...


LMVDM (Gipì)
Drammatico da far male, sottile quanto basta per lacerarti sottopelle. Indimenticabile. E poi... alla faccia del disegnato male...


And thus the water divided... Due titoli che potevano entrare in top ma...

Dylan Dog 280 - Mater Morbi (Recchioni, Carnevale)
Per me la più bella serie a fumetti di tutti i tempi, cioè Dylan Dog, non era così bella da leggere, vera, palpabile e toccante almeno dai tempi di Necropolis.
Per il mio collega Red è l'esatto contrario.

All Star Superman (Morrison, Quitely)
Come per la madre di tutti i malanni, opinione spaccata. MrRed avrebbe votato per la toplist questo titolo, per me non è niente di eccezionale. E siamo pari.



TOP Books

Mi dispiace ma NULLA. Proprio nulla.
Nè io nè MrRed abbiamo letto un solo libro uscito nel 2009. Siamo pur sempre degli amanti del classico... La verità è che pochissimi titoli hanno attirato la nostra attenzione e quei pochi che l'hanno fatto, bèh, prendano il numerino e rispettino la coda!
Francamente la cosa non mi preoccupa, perchè quest'anno ho appoggiato i miei occhi su questo:

The Armageddon Rag (George R.R. Martin)


Sì, è il Giorgione delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco e NO, questo non è il suo romanzo migliore.
Trovo semplicemente che sia, fin'ora, il più importante tributo letterario alla cultura rock degli anni 60/70.
Martin descrive l'indescrivibile partendo dai suoi probabili ricordi di gioventù ed arrivando ad una rilettura sentimentale eppure molto logica di quei fatti che sconvolsero il mondo da Woodstock fino all'assassinio di Lennon. Attraverso gli occhi del reporter Sandy Blair riusciamo a sentire sulla pelle la polvere di quegli anni e a coglierne il senso.
E' uno dei libri più importanti della mia vita e ho ragione di credere che possa diventarlo anche per la vostra. Per me, uno dei classici del '900.
Non esiste un'edizione italiana.



... ma che bello fare le classifiche oh oh!

Now the time is here for Iron Man to spread fear....

20.12.09

Torna a farsi vedere in grandissimo stile il supereroe più tecnologico di casa Marvel.
Quali anticipazioni davvero importanti emergono dal trailer di Iron Man 2? Sicuramente che:

-A
Mickey Rourke piacciono i fumetti a tal punto da interpretare un cattivone, non molto conosciuto, come Whiplash con un tocco di Wrestler che non guasta mai!

-
A Scarlett Johansson dona molto il lattice nero, mai quanto il nome di Vedova Nera!

- La presenza di
Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury è la conferma che la Marvel, per esigenze di copione, predilige l'inserimento di attori di colore nei ruoli che solitamente spetterebbero a quelli color "panna" (v. Kingpin in Devil).
Dal canto mio voglio ricordare il buon vecchio Nick così .

- War Machine non è certamente una sorpresa! Ottima presenza, anche se un
Robert Downey Jr. in versione "black-yo yo-man" di Tropic Thunder avrebbe fatto la sua porca figura.

- Riprendendo i panni di
Pepper, la splendida assistente di Mr Stark, Gwyneth Paltrow lancia un chiaro messaggio al mondo; "anch'io non ne posso più di ascoltare le canzoni dei Coldplay!".

- Tony Stark è sempre il numero uno. Un fuoriclasse senza eguali, "what else"?

Eccovi il trailer ufficiale...e mi raccomando, non sbavate sulla tastiera!






"Heavy boots of lead
Fills his victims full of dread
Running as fast as they can
Iron man lives again!"

I'tagliani gente dotta? [Aggiornamento]

20.11.09

Dovere di cronaca.
Il fatto che io abbia consigliato la lettura di ben tre fumetti ("
dai, è un fumetto, non parlarne come se fosse una cosa... chessò, un libro!") ad altrettanti colleghi più anziani di me ha destato un certo scalpore. Inoltre, come potete constatare dallo scorso post, il Pinocchio di Ausonia (fumetto che io adoro) era stato "rifiutato" dalle mie cavie e lasciato sulla scrivania.

Ebbene qualcosa s'è mosso.
Solo contento di annunciare che un dipendente più giovane (trent'enne, bolognese, casinaro e simpaticissimo) se l'è accaparrato e gustato tutto in una sera fornendo responsi molto positivi nonostante "sia un pò macabro, non proprio il mio genere...".

Questo fatto un pò di amarezza me l'ha portata via.

Nel frattempo non resta che attendere la fine dell'esperimento con la lettura di Batman e Jonah Martini promessa per questo week end.


SI-PUO'-FAREEEEEEEE

I'tagliani gente dotta?

17.11.09

Esperimento.

Dopo varie discussioni e litigate coi miei collegi di lavoro su Dan Brown e le sue "opere" (per le quali personalmente auspico un rogo al'Opernplatz di Berlino, per motivi di livello artistico, non di censura), ho deciso in uno slancio eorico ai limiti del seppuku di portare loro un pò di "illuminazione letteraria" per mano dei seguenti 3 titoli:



1) Jonah Martini (Crippa, Buscaglia): che ho passato a quel collega convinto che Il Codice Da Vinci contenga verità sconvolgenti, inedite ed incomprensibili fuori dalla cerchia di pochissimi eletti (cerchia di cui fanno parte tutte le casalinghe dello stivale, le commesse dei centri commerciali, le segretarie...); una storia che sicuramente non può far cambiare idea ma che indubbiamente indica la direzione giusta cui la narrativa tutta, stampata o a nuvolette, deve tendere quando si immerge nell'argomento della religione cristiana.
Un eccellente brevimano della "soluzione finale" che sarebbe idealmente rappresentata da un Cherudek di Evangelisti.



2) Batman, La Setta (Starlin, Wrightson & Wray): stigrancazzi. Fondamentalmente me lo sono portato dietro perchè è la lettura più placidamente vicina a The Wicker Man (quello di Hardy!) che ho in casa; e se devi fare una anti-danbraunata l'uomo di vimini è un'arma molto efficace.
Comunque la Gotham City e Wayne stesso trascinati nel vortice della violenza da un culto sotterraneo sono gli ingredienti di una storia di pipistrelli avvincente e perfetta. Incomparabile. La mia preferita.
Come sono monotono...

L'ultima, rullo di tamburi.



3) Pinocchio, storia di un bambino (Ausonia): "e se la fiaba del burattino fosse essa stessa una bugia? rileggendola al contrario se ne ricava un messaggio che spinge alla rivolta". Sono le note sul retro. Qui si cala l'asso. In questa situazione l'obbiettivo del volume è abbattere le pareti basso-populiste del "ah, ma tanto oggi è impossibile scrivere una storia nuova, puoi solo copiare, solo dèn braun ce l'ha fatta, caro lui..." e contemporaneamente de "il nuovo Pinocchio della rai è troppo bello perchè il grillo parlante lo fa la Littizzetto! Altro che Manfredi...".
Che è un pò come se uno ti pesta un piede per sbaglio e tu gli fai ingoiare del C-14.
Ho deciso di giocare duro portando una storia corrosiva, che ti arriva dritto al cuore sfracellandoti lo sterno. Perchè questo Pinocchio è un'opera che mette alla prova, che fa crescere la rabbia e il disagio verso tutto ciò che ci circonda.
Dopo averlo letto la prima volta ho vissuto almeno una settimana nell'odio più feroce per il prossimo. No jockin'.

Essì, combatto il piattume piccolo-borghese con tre fumetti, nessuna scusa, volevo fare il figo. E volevo farlo bene.

Due parole sul campione utilizzato: tre uomini sulla quarantina, di inquadramento professionale e reddito medio alti, istruzione di livello universitario, sposati con famiglia, senza particolari hobby o passioni sportive/culturali ad eccezione del campionato di calcio, politicamente schierati a sinistra per ammissione spontanea.


Ecco i risultati di questi consigli alla lettura, titolo per titolo, registrati all'atto della cessione dei volumi, in pausa caffè:

1) Jonah Martini viene accettato senza lamentele, complice un aspetto pulito che ricorda il fumetto italiano della vecchia scuola. Il fatto che sia ambientato in Italia e che racconti l'indagine di un miracolo fa sorridere. Ed'è un gesto di approvazione. Il danbrounite se lo porta via senza indugi. Andata!

2) Batman, La Setta (nella recentissima ristampa di Panorama, col cazzo che porto fuori casa l'originale...) risveglia l'adolescente che c'è in tutti noi. Io stesso, guardandolo di sfuggita coricato sul sedile passeggero, sentivo il volante trasformarsi in un joypad della play-uno. Ma è una magia che si infrange non appena il volume viene sfogliato:
"minchia, non ho mai visto tanto sangue in una storia di Batman!"
"ma... guardate, è veramente cupo, ma che storia è? Io mi ricordo che Batman faceva ridere!" (sic)
"'mazza quanto parlano, ma non scazzottano mai?" (il contrasto con l'affermazione sopra denota uno stato confusionale nei soggetti)
"ohi ma è lungo... lo devo leggere proprio tutto!?" (La Setta non va oltre le 180 pagine)
Tutto sommato queste dichiarazioni vengono oscurate dalla curiosità ed il volume se lo accaparra un dirigente, "quello simpatico" per la precisione, tra il ridacchiare del pubblico femminile. E due!

3) Il disastro. La sola copertina di Pinocchio mette in moto subdoli processi di autodifesa negli emisferi cerebrali dell'ultimo candidato:
"ah, ecco dove l'ha copiato: il silenzio dei cosi! dove c'è quel tizio che prende le grassone e le cuce assieme, sì!"
"ma... ma... è Frankenstein!" (a questa non ho saputo ribattere...)
Il delirio massimo però viene raggiunto aprendo il volume. Giuro, sapevo che il Pinocchio di Ausonia non era roba per tutti ma, cazzarola, questo no:
"Greg devi spiegarmi come fai a leggere questa roba, tu hai dei problemi..."
"maccheschifo gli escono i vermi dal naso?" (!?!?!?!?!?)
"e poi è fatto male, guarda, prima è un bimbo, poi è un grassone e nella pagina dopo è ancora un bimbo... questo qui non sa mica disegnare!" (Denbraun non utilizza il flashback, si capisce)
"ma perchè il gatto e la volpe invece sono disegnati bene, eh? Perchè? Perchè?"
"manoooooooooo lo sbudellano anche maddai, mi viene da vomitare!"
"no no non farmelo vedere che io con queste cose m'impressiono..." (una collega fugge dall'area ristoro)
"ma insomma come si fa a scrivere delle robe così? guarda che Pinocchio è una storia per bambini!" (doppio sic)
"egguarda che io leggevo dylan dog da giovane ma queste cose proprio non sono belle, no" (triplo sic)

A questo punto vado per gradi, spiego che sul retro del volume c'è scritto il perchè della storia (la frase riportata precedentemente) e che questo vada come minimo considerato, che la storia stessa è "capovolta", Pinocchio qui è di carne e tutti gli altri sono burattini, che questo espediente serve all'autore per contestualizzare la storia classica nelle problematiche socio-individuali di oggi, che nemmeno il Pinocchio originale è esattamente una storia all'acqua di rose o per fanciulli, che il contenuto grafico è "forte" per esigenza comunicativa. Che anche il dipinto più famoso di Picasso, porco giuda, è La Guernica e descrive un fatto di sangue, una strage sanguinosa ma che bisogna fare distinzione fra il significante dei corpi dilaniati ed il significato di denuncia contro la guerra; cerco anche di fare una connessione dicendo che i corpi orrendi e grotteschi del fumetto non sono lì per spaventarci, fanno da punto focale in cui riconoscere messaggi di falsità nei comportamenti che viviamo tutti i giorni...

Ma questa gran pompa ha lo stesso effetto di quando ne Il Declino dell'Impero Americano irrompe in salotto quello sfigato di Mario che, una volta accortosi che non si stava orgiando ma discorrendo di massimi sistemi, se ne torna da dov'è venuto assieme alla sua ignoranza, insultando tutti i presenti.
Quindi vengo mandato a cagare e lasciato lì, con la copia di Pinocchio a farmi compagnia. E' ANCORA qui da parte a me a farmi compagnia, la voce intanto si è sparsa in ufficio e qualche impiegata viene in pellegrinaggio per fare due smorfie alla copertina "cattiva".


Che dire. Sottolineo che nessuno dei tre volumi è stato ancora letto dal campione, si è trattato solo di una sfogliata veloce. Non resta che aspettare e registrare gli esiti delle letture "accettate". Nel frattempo mi lavo di dosso l'amarezza.

Potrei aggiungere qualsiasi altro pensiero a riguardo, fra i tanti suggeriti da altri lettori "diversi", come me.
Che non bisogna dare perle ai porci.
Che i blockbuster, i best-seller e la classifica di TV Sorrisi e Canzoni servono laddove la cultura viva e pulsante non riesce ad entrare.
Ma preferisco chiudere così:
"The human race has civilized itself, it's a miracle"
R.Waters


Ed il Bonelli se ne va...

16.11.09


Dichiarazione di Sergio Bonelli Editore su Lucca Comics & Games, fresca da comicsblog.it:

“Non vendo albi in fiera. Vengo solo ad omaggiare i miei lettori della presenza degli autori ed ero più contento quando capivo che il pubblico veniva per i fumetti… Se penso al pubblico dei primi due giorni, 40mila persone, credo che 30mila vengano per festeggiare il loro carnevale, e solo 10mila per i fumetti. Per questo credo, come casa editrice, di non venire più. Perché è diventata una manifestazione diversa: i fumetti rimangono schiacciati dal resto. Anche la presenza dei professionisti è bassa, anche perché con i mezzi di comunicazione di oggi certi incontri e conoscenze avvengono in altri posti…”


Notiziona, cazzo.


Voglio essere chiaro, lo stand Bonelli non è mai stato esattamente il più esaltante della fiera lucchese. Un tavolo di 4 metri cui siedono a turno una manciata di autori. Roba che o vai pazzo esattamente per quel fumettaro lì oppure passi, guardi e ti rituffi nel resto della bolgia consumistica. Se cerchi carta stampata su cui sfogare il nerdismo, meglio andare altrove. Difatti così succede allo stand Bonelli, si fermano gli hard core fans, tutti gli altri passano oltre.

Sottolineo che se questo attenggiamento non è dei migliori ai fini di cassa, è sicuramente condivisibile e rispettabile per non dire "politicamente corretto" tanto verso il lettore Bonelli quanto verso tutti gli altri.
DEVE essere così, perchè il buon Sergio non vende ma celebra, omaggia. Presenzia col suo staff come tributo verso i lettori. E' una scelta sua, una scelta coerente. Tanto di cappello.

Ecco perchè mi sento di riformulare con la mano sul cuore le seguenti affermazioni:

Ero più contento quando capivo che il pubblico veniva per i fumetti.

Eravamo in due, probabilmente anche di più.

Se penso al pubblico dei primi due giorni, 40mila persone, credo che 30mila vengano per festeggiare il loro carnevale.
Oltre ad essere il più grande editore della storia d'Italia, hai anche il dono di saper usare le parole giuste. In questo caso CARNEVALE.

I fumetti rimangono schiacciati dal resto. Conseguenza di quanto detto sopra, non condivido in pieno ma di fatto la presenza del Fumetto perde valore.

Anche perché con i mezzi di comunicazione di oggi certi incontri e conoscenze avvengono in altri posti. Oltre ad essere il più grande editore della storia d'Italia ed a possedere il dono di saper usare le parole giuste, hai anche una capacità di lettura del mercato invidiabile ed un carattere esemplare.


Aggiungo che se tutti gli editori fossero un pelino più come Bonelli sarebbe un mondo migliore, in ogni luogo, in ogni fiera.

Amen

Don Zauker: Santo Subito

12.11.09

Quando hai finalmente capito che questo fumetto non è stato scritto per far ridere, che non è una delle leggendarie pagine de Il Vernacoliere, sarai a poco meno di metà. Ti conviene finire di leggere con calma.

Fatti scivolare via di dosso l'effetto di un'atmosfera un pò greve e dei passaggi drammatici da neo-realismo disturbato. Dopo qualche giorno, con tutta calma, riprendi in mano il volume e renditi conto di che fumettone cupo e corrosivo ci ha fatto dono il duo Caluri e Pagani (nonstante i 12 euri eh...).

Bello e grandioso. Ottimo tentativo di spiegare le origini del prete più stonzolo d'Italia.


E la copertina di Carnevale è il solito orgasmo multiplo.

Link utili:Qui e qui