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"Everybody must die!" A farewell to Ingrid Pitt

26.11.10
























Ingrid Pitt (Ingoushka Petrov), 21 November 1937 – 23 November 2010


Rappresenterai per sempre la cosa più bella ed incantevole che sia mai apparsa in un film dell'orrore.

A noi mortali non rimane che continuare ad ammirarti, per sempre.




Filmografia orrorifica essenziale:

- The House that Dripped Blood (1970), gustoso film ad episodi della Amicus

- The Vampire Lovers (1970), capolavoro della Hammer, tratto dal racconto Carmilla di LeFanu, che ha di fatto proiettato la Pitt nell'empireo delle horror queen e rappresenta la massima espressione del sublime e della sensualità nel cinema vampirico

- Countess Dracula (1970), interessante horror gotico, sempre della Hammer, dove Ingrid si cala con la sua infinita grazia nel ruolo della contessa Bathory

- The Wicker Man (1973), il film non necessita presentazioni, purtroppo la Pitt viene relegata ad un ruolo minore (ma questo non le impedisce di comparire nuda, eh...)



Per tutti quanti, affinchè possiate ammirare il fascino e la sensualità spiazzante di questa icona dell'horror che fu, ho postato il capolavoro del compianto regista Roy Ward Barker, anch'egli scomparso in tempi recentissimi.




The Vampire Lovers












































































Requiescat in Pacem


Bloody Thursday...

19.11.09

Ad un tratto, rileggendo accuratamente il post sulla Meyer, capisco che qualcosa è andato storto.
Sento di dovervi delle scuse.
Sento di dover giustizia ad un argomento che, per rabbia, è sfociato nella "retorica banale", offuscando il motivo primo che mi ha ispirato a sfoderare la spada in difesa dell'universo vampiristico.
Fortunatamente non è mai troppo tardi per rimediare.

Analizzando il fenomeno dell'abusivismo del cliché vampirico è d'uopo porsi preventivamente una serie di domande lecite, tipo:

  • "Perchè sono diventati così tanto banali"?
  • "Dov'è sfociata la vena nobile, raffinata, sanguinaria e sadica che li ha caratterizzati da due secoli a questa parte?".
  • "Perchè il vampiro ha perso tutto tranne la capacità di cuccare?".
Rispondere a raffica sarebbe un suicidio, ma anche un omicidio. Pertanto è cosa buona e giusta partire dalle origini analizzando la figura massima, il "paziente zero" per antonomasia, creata da Stoker.
Quando si parla di Vampiri in termini romantici si tende a vestirli con gli abiti migliori, Stoker in questo fu maestro oltre che pioniere. In "Dracula" l'elemento romantico che troneggia sulla vicenda valorizza e caratterizza il personaggio a tal punto che "l'illecito diventa lecito". Sentimenti come rabbia, vendetta e invidia vengono automaticamente giustificati dal lettore che li reintepreta come mezzi utili e indispensabili per il raggiungimento di uno scopo. Il Dracula di Stoker è un personaggio avido, invidioso e non solo. Egli si mette in testa di essere sfidato e non si placa fino a quando non sente ripagato l'affronto. Si potebbe dire che egli strumetalizza a tal punto il romanticismo tanto da utilizzarlo come arma. L'amore diventa uno strumento di vendetta e la scia di sangue che si lascia alle spalle un manto di petali che coronano la sua vittoria.
In definitiva si potrebbe dire che il romanticismo di Stoker ha contaminato come la migliore delle maledizioni la letteratura e il cinema degli anni a venire che si sono dedicati al tema.
Il vampiro è caduto presto nel vortice del cliché, preda di reinterpretazioni e sconvolgimenti fini a se stessi...o al "vil denaro".
Sono diventati meno astuti e più animali. Sono diventati immuni alla maggior parte delle armi date a disposizione dei comuni mortali. Il sole non li scalfisce anzi..."li bacia" perchè sono belli, pure troppo. Il vampiro è un bello e dannato comune, interpretato da qualche attore "belloccio" che tira la massa e i peli di f**a.
C'è comunque da riconoscergli il merito di non essersi sottratti al loro dovere: succhiano ancora il sangue, mordono (quando gli è concesso!) e nella migliore delle ipotesi pianificano astute vendette per saziare il loro ego.
Resta comunque il fatto che sono vittime della loro natura e di avidi scrittori (scrittrici!).
Sul modello analizzato nel post della Meyer, quello di Twilight, vorrei portare alla vostra attenzione un film di vampiri che reputo essere "sui generis" per molti motivi eppure nel contempo molto efficace.
L'immagine d'apertura del post (per chi non lo sapesse) è presa da "The Hunger", che in italia è passato come "Miriam si sveglia a mezzanotte". Un cast di "fuoriclasse" del calibro di
Catherine Deneuve, David Bowie, Susan Sarandon e Willem Dafoe. Una fotografia magistralmente gestita dal duo Stephen Goldblatt e Hugh Johnson. Una vicenda crepuscolare, filtrata attraverso il tema dell' "amore eterno" che risulta essere fragile e finito anche per l'essere immortale. Perchè nella magistrale rivisitazione del tema vampiresco di Whitley Strieber anche la vecchiaia, e quindi la morte, possono colpire chi per natura non è costretto a temerla.
Un ritratto del vampiro "di classe", affascinate, sensuale ed elegnate che nel contempo conserva e rispetta l'elemento letale che costituisce la loro natura diabolica. Dei vampiri che non hanno nulla a che vedere con il modello Stokeriano o Nosferatu, tendenzialmente più prossimi al modello "reiciano". Comunque l'esempio massimo di stravolgimento del modello classico operato con coscienza di causa e massimo rispetto. Quello, in sostanza, che non è applicato ai giorni odierni a discapito dell'oltremodo allarmante romanticismo "facile" e spaventosamente immediato.
Un film che apre le porte ad una meditazione profonda sul sentiero che è stato intrapreso da molti autori e che molto probabilmente porterà all'estinzione della razza più nobile e sanguinaria che corona da secoli i nostri peggiori incubi (o forse migliori).

Meditate gente...meditate.

P.S.
L'illuminazione la dedico al mio fido compagno di Blog.

Malatté t'à fàtt

18.11.09

...che tradotto dal dialetto Piacentino suona come "maledetto chi ti ha fatto".

Perchè dovrei prendermela con i genitori di Stephenie Morgan Meyer? Per quanto ne so il Padre può (poteva?) essere un fan estremo di Stoker, Max Schreck, Bela Lugosi e Christopher Lee. Probabilmente Il signor Steve Meyer si dilettava ad intrattenere la figlia con racconti e film sui vampiri nel vano tentativo di trasmetterle un pò di quell'amore innato per il genere.
Effettivamente se da un lato mi riservo questo lecito dubbio da un altro rinnovo l'insulto per questa scrittrice di "frassino".
Eh già. Perchè la cara Stephenie non solo ha contribuito a contaminare (per non dire infangare) il genere letterario contribuendo, con le sue opere, a fomentare una piaga romanzesca adolescenziale altamente involutiva (un pò come ha fatto Moccia per intenderci!) ma ha anche dato il colpo di grazia all'universo vampiresco che già soffriva di un abusivismo cronico-pestilenziale.
Pensateci bene! I Vampiri sono diventati " IL clichè dei clichè "(perdonate il gioco di parole) , anche perchè vendono sempre, sono facili da gestire, calzano bene con l'elemento "romantico" introdotto da Stoker e, soprattutto, fanno impazzire le ragazzine.
Ed è proprio su questo punto che il "genio creativo" (o commerciale?) della Meyer ha iniziato a fermentare a scapito del tradizionalismo.
Grazie a lei, infatti, oggi ci ritroviamo con vampiri bellocci e avvenenti (mica quelli di "30 giorni di buio" o di "Dal tramonto all'alba"..nooo, non sia mai!), che al sole sbarluccicano come degli alberi di natale e che amano..."annusare ma non toccare".
Grazie alla Signora Meyer i nostri cinema sono sommersi da una moltitudine di "ragazzine in calore" (e non solo!) che bramano avidamente davanti all'ingresso (un pò come in Dawn of the Dead di Romero) la "romanticata" d.o.c.
Qualcuno ha detto, giustificandosi :

"
x chi è un'inguaribile romantica..guarda quel film solo ed esclusivamente x guardare l'amore impossibile tra 2 mondi impossibili o persone.. tutto qui.."

..ingnorando che, con molta probabilità, in scenari come Palestina e Israele è possibile scorgere storie analoghe senza dover per forza di cose peschare l'elemento "vampiro".
In definitiva...oggi esce New Moon (secondo capitolo della saga introdotta da Twilight). Il mondo probabilmente tremerà, a cominciare da suoi pilastri. Se avete in programma di andare a vedere dei film fatti come DIO comanda (tipo UP, Nemico Pubblico e simili) è meglio se lasciate smaltire la "bolgia" di ormoni femminili in subbuglio.
Per quanto mi riguarda questa giornata è da affrontarsi con la fascia nera sul braccio. Perchè oggi, 18/11/2009, muore per la seconda volta il cinema horror d'autore....con una bel palo di frassino nel cuore.

Grazie Signora Meyer.