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Take Five

20.10.09
Il titolo di questo post è fuorviante rispetto al contenuto ma indicativo delle mie intenzioni.
La verità è che in questi giorni sono svogliato. Per cui prendetevi questi cinque consigli e arrivederci alla prossima occasione.


EUREKA - Shackleton's Voyage


Suono davvero monotono se dico che il progressive ha tutto in comune con la poesia, anche oggi, ma almeno posso citare dischi come questo a sostegno dell'affermazione. Nel 1901 la nave inglese Endurance parte alla traversata dell'Antartide e viene intrappolata e stritolata fra i ghiacci, fu l'impresa eroica del comandante Sir Henry Shackleton a riportare in salvo tutti e 27 gli uomini dell'equipaggio.
Con queste premesse il progetto Eureka del buon Frank Bossert (illustremente accompagnato) ci offre un racconto ricco di fascino ed eleganza su una base di tastiere dei Toto più fusion, tempi morbidi e coinvolgenti, ottime melodie. Un viaggio in 13 tappe, con larga abbondanza di momenti strumentali mai fini a se stessi e prove vocali centellinate ma sempre emozionanti.
Sparatevelo tutto in una volta!

Voto: 8
Highlights: Grytviken Whaling Station, Will You Ever Return?, In Search Of Relief


ABIGAIL WILLIAMS - In the Shadow of 1000 Suns


Promettenti cuccioli del black metal sinfonico americano (questi copiano peggio dei cinesi...) che prendono le opere di Dimmu Borgir, Cradle of Filth, Emperor e quella roba lì, la studiano, la scompongono e la ricompongono BENE. Ma davvero bene. Tanto che ci garantiscono la nostra sana oretta di macello apocalittico con tanto di tastierine bontempi ed esalazioni pseudo-depressive.

Voto: 7,5
Highlights: Alcolytes, A Semblance of Life, Empyrean, The Departure


ABSU - Absu


Rimanendo in tema di back metal americano, i vassalli texani del movimento sono tornati. Chiudete i bambini nel seminterrato, sprangate porte e finestre e inginocchiatevi a pregare.

Voto: 8
Highlights: ... e i pezzi chi li distingue??? UH!


ANCESTORS - Neptune with Fire


Di nuovo America! Accattivante e ben riuscito questo trionfo di psych-southern-drone, due suite dispersive e dall'odore stordente ci ricordano quanto fosse bello l'heavy fatto dai Sabbath, dai Blue Cheer e dai Buffalo. Mentre Orcus' Avarice funge da capitolo introduttivo, un lungo respiro prima del volo, la title track è un manifesto di potenza, fantasia e trasporto.
Una bandiera di colori sovrapporti, mutevoli e sconosciuti da sventolare petto in fuori. (E il seguito è stato appena pubblicato!)


Voto: 9
Highlights: Neptune With Fire


KYLESA - Static Tensions


Quel battito inarrestabile che vi insegue per tutta la durata del disco e che vi fa crescere una peluria foltissima sul plesso solare, vi crea sporgenze nella mascella e vi schiaccia la forma del cranio NON E' un effetto lisergico a buon mercato.
E' il suono di due batterie, due. E mentre una qualsiasi band di ragazzetti sfrutterebbe l'idea per farsi le seghe nella rincorsa di sincopi e tempi composti, i Kylesa decidono che ambedue le batterie debbano suonare la ritmica principale di ogni pezzo. Contemporaneamente. All'unisono.
E' una cosa che sposta indietro di parecchi millenni le lancette della percezione. Tipo che c'è puzza di zolfo e una voglia incontenibile di sfracellare i vicini di casa a colpi di clava.
A rendere il tutto più gustoso contribuiscono dei suoni di chitarra rotondi e sintetizzati che neanche la migliore computer production dei NIN e una voglia di vomitare follia comparabile solo a certi episodi dei Nachtmystium.
E non c'è bisogno di sottolineare lo sbandieratissimo paragone coi Mastodon...
La storia delle pulsioni umane più feroci, dello sviluppo di un istinto sanguinario incontenibile che tiene in scacco un intero universo, orchestrata col dinamismo di un esplosione nucleare.
Anche questo, made in U.S.A.


Voto: 8,5
Highlights: Scapegoat, Said and Done, Nature's Predators

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